L’organico dell’Ente di Sviluppo Agricolo, storico braccio armato della Regione siciliana da più di mezzo secolo, ha un organico di circa mille unità: più della metà, 550, sono trattoristi, muniti di regolare patentino. L’Esa, però, ormai da anni non ha trattori. Nemmeno uno, perché agli agricoltori non conviene da almeno venti anni utilizzare il servizio dell’Esa: i costi del trattore “pubblico” infatti non sono competitivi. I privati, che applicano il cottimo con il “conto terzi” propongono prezzi molto più vantaggiosi, sicché l’Esa non ha rinnovato, praticamente, il parco trattori.
Man mano che i mezzi sono stati rottamati, non li ha più sostituiti. Però, stranamente, il turn over, che ha funzionato per i trattori, non ha scalfito l’organico dei trattoristi nemmeno di una unità. La conseguenza è che ogni anno la Regione siciliana spende dodici milioni e ottocentomila euro circa per pagare i trattoristi senza trattore da ben venti anni. Una bella cifra, dunque, senza che alcuno abbia a dolersene o a sollevare la questione.