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L'attesa della piazza davanti all'Ars sotto assedio



Sindacati, associazioni e lavoratori presidiano Palazzo dei Normanni che oggi 
discuterà l'approvazione della legge finanziaria. "Vogliamo solo lavorare. I sussidi non ci interessano", dicono gli ex Pip della Social Trinacria. In piazza anche forestali, precari degli enti locali, lavoratori della formazione e della Multiservizi. E c'è anche chi si incatena

ars, bilancio, pip, precari, PoliticaPALERMO – Una piazza che aspetta fra paura e rabbia. La lunga giornata del bilancio non è ancora partita quando iniziano a radunarsi i lavoratori in piazza del Parlamento, d'innanzi all'Assemblea regionale siciliana. Si assiepano all'ombra con pochi striscioni e simboli. Sono circa cinquemila, i più numerosi sono gli ex Pip della Social Trinacria, ma sono presenti in forza pure i forestali di tutta l'Isola. Non sono un nucleo compatto, ma si dividono in piccoli gruppi tenendo in mano bandiere diverse. Presidiano l'ingresso, dove le auto non riescono a passare. Nella calca, resa più disagevole dalla temperatura estiva e dal vento di scirocco, una donna ha un lieve malore e viene subiro assistita da un'ambulanza del 118.

Per motivi di sicurezza, la Presidenza dell'Assemblea siciliana ha chiuso il Palazzo ai turisti. Le forze dell'ordine sono mobilitate e in assetto antisommossa. Chiusa anche la Cappella Palatina visitata ogni giorno da centinaia di turisti.

L'ansia che produce l'attesa si taglia a fette. Le rivendicazioni sono diverse, settore per settore. E talvolta anche all'interno degli stessi comparti. C'è chi sventola, muovendosi convulsamente da un angolo all'altro, la bandiera della Trinacria assieme a quella No Muos. C'è chi chiede in coro “lavoro” e c'è chi prova a tenere unita la piazza con un megafono.

“Noi non siamo mafiosi, chiediamo solo il nostro lavoro. Non vogliamo sussidi”, dice uno dei tanti lavoratori della Social Trinacria. Per loro lo spauracchio più grande è quello dell'articolo 16 della legge finanziaria. Dovrà essere infatti il governo in Aula a dare indicazioni su come verrà gestito il personale. La fiducia nel governatore però non è un àncora salda per le famiglie che presidiano piazza del Parlamento. L'unico deputato che si confronta con i lavoratori prima di salire in Assemblea è Fabrizio Ferrandelli, che proprio sul tema degli ex Pip aveva attaccato Crocetta in Aula. “Con questa gente bisogna parlare. Non si può abbandonare a se stessa. Serve il confronto con tutti: le forze sociali, le associazioni datoriali ed i lavoratori. Bisogna essere sinceri e corretti”. I toni però sono aspri: “Crocetta dice che non ci conosce? Non è possibile visto che siamo in quattro a lavorare a Palazzo d'Orleans, sede della presidenza della Regione Sicilia”, afferma un lavoratore ex Pip.

A portare avanti le istanze dei lavoratori del comparto forestale sono sia i sindacati confederali che gli autonomi del Sifus. “Chiediamo la garanzia dei livelli occupazionali del 2011 – dice il segretario generale del Sifus Maurizio Grosso -, invece il governo intende stanziare in Finanziaria 240 milioni di euro, che basteranno a malapena a garantire 78, 101 e 151 giorni. Questo è un quadro che non ci sta bene. Chiediamo di reperire piuttosto le risorse necessarie a rinnovare il contratto integrativo regionale, che è vecchio di dodici anni”.Live Sicilia
Ci sono poi i precari degli Enti locali, che chiedono di forzare la norma secondo cui i loro contratti scadranno il prossimo 31 luglio. “L'insediamento di un nuovo governo è positivo – sottolinea Giuseppe Cardenia del Movimento giovani lavoratori – anche se noi continuiamo a chiedere garanzie. Lavoriamo per meno di 800 euro al mese, ma forniamo servizi essenziali per la comunità”. Tutti i precari del Mgl saranno in assemblea permanente fino a domani, in attesa dell'approvazione del bilancio da parte dell'Assemblea regionale siciliana. Meno numerosi, ma ugualmente presenti, sono i lavoratori della formazione, i dipendenti della Multiservizi e quelli che orbitano nel sociale. Una piazza dai mille colori e dalle mille speranze con il naso all'insù, aspettando le decisioni del Parlamento siciliano.

Vetrina Ricami
Sondaggio Forestali

I forestali in protesta Occupata la sede del Comune

bartolo vienna, comune, forestali, geraci siculo, palermo, Palermo
I lavoratori aderenti al sindacato Sifus hanno manifestato stamani presso l'aula consiliare del Comune, al loro fianco il sindaco Bartolo Vienna e il presidente del consiglio comunale, Piero Scancarello.


GERACI SICULO (PALERMO) - I lavoratori forestali, aderenti al sindacato Sifus (sindacato forestali uniti per la stabilizzazione) hanno organizzato, per la seconda volta in un mese, una manifestazione di categoria occupando simbolicamente l'aula consiliare del Comune di Geraci Siculo. A fianco dei lavoratori si sono schierati, esprimendo solidarietà, il sindaco di Geraci, Bartolo Vienna e il presidente del consiglio comunale, Piero Scancarello.

"Siamo costretti a manifestare nuovamente - ha dichiarato il rappresentante locale del Sifus Gaetano Sanfilippo - altro che garanzia degli accordi sindacali del 2009, la commissione bilancio nei giorni scorsi ha decretato, a malapena, la garanzia delle giornate di legge peggiorando la proposta iniziale rivendichiamo i livelli occupazionali del 2011, e cioé 101-151-180 giorni per contingente; l'accelerazione dell'iter procedurale relativo all'approvazione della nostra proposta di legge sulla stabilizzazione in un quadro di pubblica utilità; il rinnovo del contratto integrativo regionale e gli arretrati contrattuali per i lavoratori dell'antincendio".
Live Sicilia Palermo

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Live ARS: Udite, Udite !

Da notizie che giungono da  Palermo, i lavoratori forestali tesserati  con i confederali, hanno reagito con il proprio rappresentante sindacale Tonino Russo alla dichiarazione che l'accordo del 2009 non potrà essere più essere rispettato, in quanto soggetto a tagli. Immaginate quello che è successo : ........... contestazioni e insulti verso il proprio sindacalista, preso anche a colpi di bandiera proprio della CGIL !!!!!!.
Vedete cari colleghi, con gli inganni  non si conclude niente e questo purtroppo lo si sapeva, il Sifus lo predica da tanto tempo,e rivendicava la situazione critica , invitava la gente a capire  il momento , le difficoltà e l'incertezza di reperire i soldi , ma per i confederali non era un problema, perchè loro avevano parlato con Crocetta e c'era un accordo con il Governatore, quindi tutto a posto !!. 
Aprite gli occhi colleghi forestali!, si continua a speculare dietro le spalle del misero operaio con lo scopo di ignorarlo dei fatti evidenti . Comunque pomeriggio il Sifus sarà ricevuto all'ARS per valutare bene la situazione, ma il rischio di non fare nemmeno le giornate di garanzia (78-101-151) c'è, ma si cercherà di arrivare ad un accordo positivo, pensando sempre che i tagli sono reali , ma non lo possono essere solo per i forestali !!
Antonio David




Sondaggio Forestali Vetrina Ricami

Forestali occupano aula consiliare di Geraci Siculo

Geraci Siculo. I lavoratori forestali, aderenti al sindacato SIFUS (Sindacato Forestali Uniti per la Stabilizzazione) hanno organizzato, per la seconda volta in un mese, una manifestazione di categoria occupando simbolicamente l’aula consiliare del Comune di Geraci Siculo. A fianco dei lavoratori si sono schierati, esprimendo incondizionata solidarietà, il sindaco di Geraci Siculo, Barolo Vienna e il presidente del consiglio comunale, Piero Scancarello: “Sosteniamo ancora una volta le legittime rivendicazioni dei forestali che chiedono la garanzia del mantenimento dei livelli occupazionali del 2011, inoltre nella programmazione si tenga conto dei cicli biologici dei boschi e si velocizzi l’iter procedurale per la stabilizzazione e siano pagate le spettanze arretrate”.
“Siamo costretti a manifestare nuovamente – ha dichiarato il rappresentante locale del Sifus Gaetano Sanfilippo – altro che garanzia degli accordi sindacali del 2009, la commissione bilancio nei giorni scorsi ha decretato, a malapena, la garanzia delle giornate di legge peggiorando la proposta iniziale rivendichiamo i livelli occupazionali del 2011, e cioè 101-151-180 giorni per contingente; l’accelerazione dell’iter procedurale relativo all’approvazione della nostra proposta di legge sulla stabilizzazione in un quadro di pubblica utilità; il rinnovo del contratto integrativo regionale e gli arretrati contrattuali per i lavoratori dell’antincendio”.




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Il Sifus è presente!

Cari amici il Sindacato di base  che forse qualcuno no sa è vivo !! , è l'unico sindacato a cui importa riguardo gli operai forestali, perché se non lo avete ancora capito ai confederali interessa la formazione, ed i pip !, che bene vengano i nostri colleghi precari , ma noi pensiamo di portare avanti la nostra battaglia al 30 Aprile 2013. il Sifus è presente in piazza da 4 giorni, in attesa di avere notizie riguardanti la nostra posizione di giornate lavorative ed anche per avere un po di dignità e non essere trattati da ultimi della classe. Il Sifus oltre ad essere presente a Palermo davanti il palazzo dell'ARS è presente in tanti comuni siciliani, oggi a chiedere lavoro e continuità ad un progetto che noi siamo ben lieti di partecipare, ma a condizioni adeguate al nostro tenore di vita, non ad elemosinare per le poche giornate che vogliono farci lavorare. Ci hanno promesso (ai confederali) di non preoccuparci  che le giornate di garanzia occupazionali saranno garantite, ma anche se così fosse sono poche, quindi dia rivedere il progetto insieme a noi, non decidere da soli il nostro futuro. Si protesta nei paesi di Licodia, di Prizzi e tanti comuni dove il Sifus è nato e continua ad avere adesioni di forestali che vogliono cambiare insieme a noi, operai che vogliono reagire a tutto questo pessimismo che la maggior parte dei nostri colleghi avalla al gioco dei confederali, e che anche oggi dopo aver capito (in ritardo come al solito) che l'accordo che avevano fatto con crocetta non si è mantenuto quindi una bluff che hanno fatto ai propri tesserati. Il Sifus è stato sempre chiaro e lampante con tutti, a sempre detto la verità delle cose e dei fatti, il rischio che tutt'ora incombe lo ha previsto da tempo, perché ha parlato con interlocutore di spessore e portando avanti la proposta si stabilizzazione che è la solo nostra salvezza di tutto questo manicomio che abbiamo in questi giorni. Assistiamo a cambiamenti di faccia da ora in ora, è si rivolta tutto come in calzino da un momento ad un altro. Ma qualcuno ha capito e si unisce al Sifus come unico sindacato che parla a nome dei forestali, altri invece ancora non capiscono il proprio problema, ma sarà tardi quando se ne accoreranno, pazienza, peggio per loro !. Comunque a momenti , anzi entro oggi sapremo la verità sulla stagione 2013 del comparto forestale, ci hanno tolto dei milioni dalle previsioni di inizio bilancio (stanziati 250 detto da Cartabellotta) ed ora siamo arrivati a 205 milioni, perché li hanno portati ad altri enti !!!, al posto di aumentarli e farci fare le giornate dell'accordo del 2009 ci fanno fare le giornate di garanzia (78-101-151). Mah, avremo  notizie in serata, comunque lode a tutti coloro che sono in piazza e lottano anche per coloro che sono a casa e che ignorano il problema, lode a coloro che hanno occupato i comuni nella giornata si oggi, e un grazie particolare a tutto il gruppo dirigente Sifus che ha sempre messo la faccia nel bene e nel male !
A presto. 
                             Antonio David




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I precari assediano l'Ars in attesa della Finanziaria


Una folla di precari, tra cui ex Pip e operai forestali, stanno manifestando davanti all'Assemblea regionale siciliana dove oggi si discuterà in aula il bilancio e la Finanziaria. I manifestanti impediscono l'accesso delle auto alla piazza, dove sono schierate le forze dell'ordine.
I precari chiedono la stabilizzazione del posto di lavoro. Il clima all'Ars è rovente soprattutto per la discussione sul rinnovo dei contratti dei precari. La vertenza più difficile è proprio quella sulla Società Trinacria Onlus, società formata da oltre 3.200 ex Pip transitati dal Comune alla Regione e titolari di un contratto a tempi indeterminato.
L'inizio della seduta è stato fissato per mezzogiorno. Bilancio e finanziaria dovranno essere approvati entro domani sera.
Repubblica Palermo

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Vetrina Ricami

Ars, la manovra verrà impugnata



Con quasi quattro mesi di ritardo (per la Regione siciliana questo è il quarto mese di esercizio provvisorio!), l’Ars dovrebbe finalmente riprendere oggi il dibattito su Bilancio e Finanziaria 2013. il condizionale è d’obbligo, perché la confusione è tale che non possiamo escludere altri rinvii.
Detto questo, ci sembra doveroso, anche per il rispetto vero i nostri lettori, riassumere, per sommi capi, quello che Governo regionale e Ars hanno fatto – e soprattutto quello che non hanno fatto – in questi mesi persi per andare dietro al nulla.
Il Governo, nella seconda formulazione della manovra economica (la prima, quella presentata lo scorso dicembre, era volutamente falsa e, quindi, inutile), ha messo nel Bilancio solo le spese di funzionamento della ‘macchina’ regionale (stipendi, pensioni, spese obbligatorie, eccetera), rinviando alla Finanziaria il finanziamento di tutti gli altri settori della vita pubblica siciliana (compresi quelli economici, visto che in Sicilia, con buona pace di Confindustria Sicilia, che non a caso vive abbarbicata sui fondi regionali, l’economia è fondata, nel 90 per cento e forse più dei casi sulla spesa pubblica).
La scelta del Governo è stata dettata dal fatto che la manovra 2013 nasce nel quadro di grandi difficoltà finanzia: un miliardo di ‘buco’ a valere sul 2012; un altro miliardo di euro di ammanco per quest’anno; e uno scippo abusivo di 800 milioni di euro operato dal Governo nazionale in base alFiscal Compact, un trattato internazionale demenziale – voluto lo scorso anno dal Governo Monti e avallato da Pd, Pdl e Udc – che comporta, per l’Italia, il pagamento di 50 miliardi di euro all’anno per vent’anni.
Lo scippo di 800 milioni di euro dalle ‘casse’ regionali ha fatto saltare tutti i conti. Il Governo regionale di Rosario Crocetta, avrebbe dovuto opporti, ma non lo ha fatto, perché, come insegna il Manzoni, chi “il coraggio non ce l’ha non se lo può dare”.
Da qui la furbata del Governo: salvare le spese di funzionamento della ‘macchina’ regionale inserendole nel Bilancio, abbandonando tutto il resto a una Finanziaria che, come vedremo, verrà impugnata dal Commissario dello Stato.
Siamo arrivati al dunque: la Finanziaria. Ebbene, nonostante i tagli scriteriati operati dal Governo Crocetta, nonostante i “no” pronunciati a quasi tutti i parlamentari che, come ogni anni, chiedono di inserire nella Finanziaria tutto e il contrario di tutto, nonostante l’abolizione degli organi politici delle Province, nonostante la sanità pubblica ridotta all’osso, nonostante i tentativi, da mentecatti, di ‘assicutare’ chi vive con un sussidio di 800 euro al mese, nonostante le ‘sforbiciate’ tentate qua e là da un Governo regionale che, a sei mesi dal proprio insediamento, non ha ancora capito che il Bilancio regionale è fatto per il 95 per cento e forse più di spesa corrente, nonostante tutto questo e altro ancora, lo stesso Governo ha dovuto prendere atto, alla buon’ora, che ci sono spese che non possono essere tagliate.
Quali sono queste spese? Basta mettere assieme i 23 mila pecari degli Enti locali, i precari della Regione, i precari degli Enti regionali, quelli del Cefpas, quelli dei Consorzi di Bonifica, quelli dell’Esa e via continuando, più, naturalmente, i Comuni e i forestali (che non sono precari!), per arrivare – piaccia o no al presidente Rosario Crocetta e all’assessore all’Economia, Luca Bianchi – a una spesa che oscilla da 900 milioni a un miliardo di euro.
Attenzione: si arriva a questa cifra non tenendo conto della reale situarne finanziaria dei Comuni siciliani (che è gravissima) e attenendosi a quanto previsto dal Governo per i forestali, il cui costo passa dai 400 milioni di euro dell’anno passato a 250 milioni di euro per quest’anno.
Noi – che comunque non siamo bravi come il presidente Crocetta e come l’assessore Bianchi – riteniamo che il taglio di 150 milioni di euro operato dal Governo sul settore dei forestali sia eccessivo e foriero di grandi ‘bordelli’ nei mesi a venire.
Così come riteniamo che quest’anno molti Comuni siciliani saranno costetti a dichiarare il dissesto finanziario. 
In ogni caso, dati per buoni questi numeri – che buoni non sono, con riferimento ai forestali – siamo sempre al miliardo di euro di spese.
A questo miliardo di euro si arriva, anche, dando per accettato lo ‘spalmamento’ del miliardo di ‘buco’ del 2012 in tre annualità, a partire da quest’anno. Qui si arriva a una delle due parti deboli di tutta la manovra messa su dal Governo Crocetta.
Sotto il profilo strettamente tecnico – un aspetto tecnico che poi diventa ‘politico’ – l’ufficio del Commissario dello Stato non potrà non impugnare questa parte della manovra. Per un motivo semplice: perché se passasse la rateizzazione in tre annualità del ‘buco’ 2012, la Regione, il prossimo anno, sarebbe matematicamente in default. Proviamo a illustrare il perché.
Con la rateizzazione in tre anni del debito di un miliardo del 2012, il prossimo anno la Regione partirebbe con oltre 300 milioni di euro da pagare, più altri 300 e rotti milioni di euro sul groppone per il 2015.
Ebbene, basta dare un’occhiata alle entrate del Bilancio 2013 (questa è la seconda parte debole della manovra del Governo) per rendersi conto che alcune voci sono sovrastimate, se non fittizie.
Che significa questo? Semplice: che se dovesse passare la rateizzazione del debito 2012 in tre anni, la Regione siciliana, tra la rata di oltre 300 milioni i euro del secondo anno, le entrate fittizie di quest’anno e le altre ordinarie ‘sofferenze’, chiuderebbe il consuntivo 2013 con un indebitamento superiore al miliardo di euro.
Che cosa farebbero Governo e Ars il prossimo anno? Rateizzerebbero per gli anni a venire il miliardo e 300 milioni o il miliardo e 400 milioni di ‘buco’ per gli anni successivi?
Davanti all’evidenza dei numeri – che non può essere cambiata – all’ufficio del Commissario dello Stato non rimarrà che impugnare questa parte della manovra.Per costringere Governo e Ars a reperire, quest’anno, altri 600-700 milioni di euro, con tagli e non con mutui, trattandosi, ovviamente, di spese correnti.
Guarda caso, i 700 milioni di euro che mancano per chiudere il Bilancio della Regione sono quelli che il Governo nazionale si è presi dalle’ casse’ della Regione per il Fiscal Compact.
Questo taglio assurdo operato dal Governo Monti alle ‘casse’ della Regione, come il nostro giornale ripete da oltre un mese, andava contestato subito. O andava riparato almeno con una parziale applicazione dell’articolo 37 dello Statuto, facendo arrivare nelle ‘casse’ della Regione un gettito, per l’appunto, non inferiore a 800 milioni di euro (e non i 50 milioni di euro, che nemmeno ci sono, proposti dall’assessore Bianchi!).
Insomma, delle due l’una: o la manovra che l’Ars si accinge ad approvare verrà impugnata, o il prossimo anno la Regione siciliana non ci sarà più. Noi non vediamo altre soluzioni.


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Vetrina Ricami

Live ARS - Sifus


L'incontro previsto con L'on. Lentini e stato rimandato al pomeriggio, nel frattempo Maurizio Grosso incontrerà anche L'On. Vinciullo Vice presidente della Commissione Bilancio non chè relatore della Legge Finanziaria ....a costoro verrà chiesto esplicitamente che l'art.20 preveda le giornate consolidate nel 2011 e cioè 101 - 151 - 180 e che venga abilito il comma 6 bis, inoltre chiederemo impegno formale per l'accelerazione dell'iter procedurale della nostra proposta di legge.



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si cerca accordo sui 450 emendamenti


Palermo, 29 Apr. - E' in corso da oltre un ora la Conferenza dei capigruppo all'Ars. Le forze politiche si stanno confrontando, prima della seduta d'Aula, prevista per le 12, sui 450 emendamenti presentati dai deputati ai documenti finanziari.
Si cerca un'intesa per arrivare al voto entro il termine ultimo di domani. Intanto, sotto l'Ars proseguono le proteste di ex pip, forestali e altre categorie di precari, che manifestano con sirene e striscioni e bloccano l'ingresso delle auto nella piazza antistante il Palazzo dei Normanni.


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Reperire 700 milioni tra precari e forestali !



Addio agli incarichi dirigenziali della cosiddetta terza fascia della Regione siciliana? In queste ore febbrili, mentre Sala d’Ercole dovrebbe proseguire il dibattito su Bilancio e Finanziaria 2013, le indiscrezioni corrono e si rincorrono. L’unica cosa certa di questo problematico passaggio politico e parlamentare è che il Governo e l’Ars sono alla disperata ricerca di soldi.
I conti, come abbiamo provato a raccontare stamattina, non tornano. Si profila un’impugnativa degli uffici del Commissario dello Stato. Se le cose andranno così – e tutto lascia intendere che l’epilogo potrebbe essere questo – il Governo e il Parlamento siciliano dovranno reperire 700 milioni di euro. Salvaguardando il precariato e i forestali, pena una rivoluzione sociale incontrollabile.
Da qui l’ipotesi, che in realtà circola da tempo, di togliere gli incarichi dirigenziali a tutta la terza fascia. Per la cronaca, va ricordato che la terza fascia dirigenziale è stata introdotta con la legge regionale n. 10 del 2000. Quando circa 2 mila soggetti, in una notte, sono stati ‘promossi’ dirigenti regionali.
Sempre per la cronaca, va detto che, tutte le volte che raccontiamo questa storia, qualche nostro lettore ci ricorda che una parte di questi 2 mila dirigenti avevano già vinto il concorso ed erano già dirigenti.
In ogni caso, con il passare degli anni, questi dirigenti di terza fascia hanno ‘colonizzato’ tutti gli uffici della Regione siciliana. Anche alcuni dirigenti generali provengono dal bacino della terza fascia.
Va detto, sempre per la cronaca, che non tutti i mille e 800 dirigenti della Regione – mille e 900 secondo i parlamentati del Movimento 5 Stelle – svolgono incarichi dirigenziali. A quanto si sa, la metà svolgerebbe il ruolo di dirigente, gli altri mansioni imprecisate.
Ora torna in auge la notizia – o meglio, l’indiscrezione – stando alla quale Governo e Ars si accingerebbero a revocate gli incarichi dirigenziali a tutta la terza fascia. Sarà così?
Il finale di questa storia, ovviamente, è ancora tutto da scrivere. Ma non può essere taciuto un elemento che dovrebbe far riflettere. Un particolare che riguarda sia i mille e 800 (o 900) dirigenti regionali di terza fascia, sia le organizzazioni sindacali, a cominciare dalle Funzioni pubbliche di Cgil e Cisl, per finire a tutte le sigle più o meno autonome.
Negli uffici della Regione operano, oltre ai dirigenti di ruolo, anche i dirigenti esterni alla stessa Regione siciliana. Questi dirigenti non vanno confusi con i soggetti che lavorano nei gabinetti degli assessorati e della presidenza della Regione.
Si tratta personale esterno alla Regione che, negli anni passati, è stato contrattualizzato, per chiamata diretta (leggere segnalazioni della politica, dell’alta dirigenza o di potenti in generale). Di fatto, questo personale ha tolto incarichi ai dirigenti regionali che sono rimasti senza qualcosa da dirigere.
Avrebbero dovuto essere gli stessi dirigenti a sollevare il problema. Insieme con le organizzazioni sindacali, Invece sono rimasti zitti i primi e zitte le seconda. Gli unici a sollevare la questione dei dirigenti esterni all’amministrazione regionale, qualche tempo fa, sono stati i parlamentari del Movimento 5 Stelle. Poi il silenzio.



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Ars: presidio di ex Pip e Forestali


Palermo, 29 Apr. - Un centinaio di persone, tra ex persone tra precari ex pip e forestali, continuano a presidiare piazza del Parlamento, davanti a Palazzo dei Normanni, dove oggi approda in aula la finanziaria regionale.
I manifestanti impediscono l'accesso delle auto alla piazza, dove sono schierate le forze dell'ordine.


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il testo della finanziaria

Palermo. Il bilancio della Regione per il 2013 ammonta a 25.956.616.396 euro. I risparmi in media segnano il 25%. Il ricorso al mercato sarà di 313 milioni, autorizzato con la finanziaria del 2012 e mai contratto. Come sottolinea il presidente della commissione bilancio, Nino Dina, nella sua relazione, si «tratta di una rigorosa azione di contenimento della spesa pubblica». In particolare, il fondo per le autonomie locali viene quantificato in 651 milioni ripartiti tra comuni e province. Per la ristrutturazione dei beni confiscati alla mafia, i comuni potranno utilizzare anche i proventi delle attività di cava. La finanziaria, nel testo varato dalla commissione Bilancio, comporta una manovra di 430 milioni. Fra l'altro sono previsti interventi in favore di soggetti colpiti da eventi calamitosi con riferimento ai fondi istituiti presso il dipartimento della protezione civile.
Per i forestali si stabilisce la valorizzazione delle risorse dell'Azienda e quelle umane che possano essere impiegate a seguito di convenzioni con enti proprietarie di terreni: vengono stanziati 205 milioni. Per gli impianti di dissalazione ed erogazione dei relativi servizi la spesa sarà 31 milioni e 162.000 euro. Per le Isole minori, in seguito all'espletamento di nuove gare di appalto per la dissalazione, sono previsti 5 milioni.
Istituzione del fondo di microcredito: vi confluiscono le somme versate dall'Ars provenienti da contributi volontari di deputati regionali e nazionali e di senatori, nonché da donazioni, lasciti e da erogazioni dello Stato, enti territoriali pubblici privati. Per la costituzione del fondo sono previsti 500.000 euro. Famiglie ed imprese familiari: si sostanzia nella istituzione di un fondo etico avente natura di garanzia da affidare in gestione ad una banca o ad un intermediario finanziario. Zootecnia: contributi per il miglioramento del settore e la prevenzione di malattie. Collegamento con le Isole minori: 83.997 migliaia di euro. Imprese in difficoltà: 20 milioni.
Capitolo precari: si stabilisce un'ulteriore proroga fino al 31 luglio per il personale alle dipendenze della Regione e degli enti locali a condizione che venga utilizzato nei settori della protezione civile, dei rifiuti e dell'abiente. Fondi autorizzati: 6.915 migliaia di euro. Vengono altresì prorogati al 31 luglio i contratti dei lavoratori socialmente utili (24.747 migliaia di euro). Al 31 dicembre, invece, è prolungato l'intervento di sostegno al reddito, nell'ambito delle politiche attive del lavoro. Anche per i Consorzi di bonifica viene autorizzata fino al 31 dicembre la garanzia occupazionale dei dipendenti. Nei limiti delle risorse disponibili si autorizza fino al 31 dicembre la campagna di meccanizzazione agricola dell'Esa. Quale compartecipazione agli oneri del personale Eas fino al 31 dicembre si autorizzano 9.504 migliaia di euro.

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Prevista la simbolica occupazione di alcuni Comuni

È in programma anche l'occupazione simbolica di alcuni comuni del Calatino (quelli in cui il comparto forestale ha un'incidenza maggiore in termini di occupati) nell'ambito della vertenza forestaliavviata ieri l'altro dal Sifus (Sindacato forestaliuniti per la stabilizzazione) in concomitanza con la discussione e il voto sulla legge Finanziaria regionale. In campo una serie di iniziative di lotta «che hanno l'obiettivo strategico - spiegano dal sindacato - di far cambiare rotta alle politiche nefaste del Governo Crocetta sul comparto agroforestale».
Oltre al presidio sotto l'Ars e allo sciopero della fame del segretario generale Maurizio Grosso, domani è prevista l'occupazione simbolica dei comuni siciliani forestati e la possibile occupazione simbolica di una decina di arterie stradali. «Il governo regionale - si stigmatizza in casa Sifus - come ripetutamente dichiarato dagli assessori all'Eeconomia e all'Agricoltura, ma sopratutto, come verificato in commissione Attività produttive, intenderebbe prevedere in Finanziaria circa 240 milioni di euro. Con questa cifra, al massimo potranno essere garantiti, per contingente, 78-101-151 giornate lavorative, ossia meno delle giornate del 2012 e molto meno di quelle del 2011. Chiediamo la garanzia dei livelli occupazionali del 2011 e l'accelerazione dell'iter per la stabilizzazione dei forestali in un quadro di pubblica utilità".
Mariano Messineo

La Sicilia

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Per i forestali votazione unanime

San Cataldo. Il secondo round del consiglio comunale - riunitosi in seconda convocazione, dopo che la prima di mercoledì era stata sospesa e rinviata per il venir meno del numero legale - è cominciato con le schermaglie dure tra i componenti del gruppo delle minoranze e quelli della maggioranza che appoggia il sindaco Francesco Raimondi e si è concluso con la pacificazione tra i due gruppi e con l'approvazione, all'unanimità, dei provvedimenti inclusi nell'ordine del giorno dei lavori.
Si inizia con la trattazione della mozione di indirizzo sull'utilizzo e valorizzazione di proprietà comunale attraverso l'installazione di impianti fotovoltaici - proposta dai consiglieri della maggioranza Romeo Bonsignore, Settimio Culora (Prc), Carlo Raimondi (Insieme per la Città), Marcello Frattallone (Pd) - con relazione di Bonsignore e replica di Giampiero Modaffari, affermando che la mozione è superata e quindi dovrà essere ritirata stante che presso gli uffici comunali è depositata una identica mozione, approvata all'unanimità dal consiglio comunale nella passata consiliatura. Domenico Maira - richiedendo il ritiro della mozione - ha evidenziato che in una conferenza di capigruppo, l'assessore comunale ai lavori pubblici e vice sindaco Gianfranco Scarciotta aveva comunicato che il comune non ha fondi per interventi, per cui si è chiesto il finanziamento alla Unione Europea. Sull'argomento, abbastanza vivacemente sono intervenuti per le minoranze Giuseppe Scarlata, Pio Naro, Giuseppe Bonelli e Vincenzo Naro che hanno chiesto il ritiro della mozione e messa in dubbio la compattezza della maggioranza. Per la maggioranza, oltre a Bonsignore, sono intervenuti Gaetano Giannone - che ha preannunciato l'astensione - Marcello Frattallone e Maurizio Lombardo (Pd), Settimio Culora (Prc), favorevoli alla mozione che, messa ai voti, è stata approvata con 9 voti favorevoli e 7 astensioni.
Con la sola astensione di Gaetano Giannone, sono state approvate le mozioni - presentate dai consigli comunali Romeo Bonsignore, Settimio Culora e Carlo Raimondi - relative alle problematiche del "risparmio per la pubblica amministrazione dell'uso della tecnologia "voip" che rende possibile effettuare conversazioni telefoniche, sfruttando la connessione internet, invece dell'attuale telefonia, e tramite la tecnologia software oper source che consente ad ogni programma per elaboratore elettronico quattro libertà fondamentali: accesso, uso, modifica e distribuzione del codice segreto. Un intenso dibattito ha caratterizzato la mozione del consigliere comunale Pio Naro circa l'istituzione del senso unico in via Carducci che danneggerebbe gli operatori commerciali della zona e che non sarebbe sicura. Pio Naro ha chiesto la rimozione della segnaletica, proposta non condivisa dal consigliere Gaetano Giannone stante che il consiglio non ha i poteri di ordinare la rimozione. Sull'argomento sono intervenuti Giuseppe Scarlata, Domenico Maira, Giuseppe Bonelli e Salvatore Pirrello che hanno chiesto il ritiro della mozione per essere esaminata dalla conferenza dei capigruppo. La richiesta è stata accolta da Pio Naro che ha ritirato la mozione.
E' stata approvata all'unanimità dei presenti - dopo gli interventi di Romeo Bonsignore, Franco Cagnina, Settimio Colora, Maurizio Lombardo, Giuseppe Scarlata, Domenico Maira, Carlo Raimondi, Giuseppe Bonelli - la mozione presentata da Salvatore Pirrello, Ernesto Gattuso e Salvatore Citrano del gruppo consiliare "Primavera Sancataldese" sulla problematica dei forestali. Relatore della mozione è stato Ernesto Gattuso. La mozione approvata invita il presidente della Regione a presentare all'Ars un apposito disegno di legge (già proposto dalla Flai-Cgil di Caltanissetta) di riforma del settore forestale, finalizzato all'incremento dei livelli occupazionali e alla progressiva stabilizzazione e valorizzazione dei lavoratori forestali.


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