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INTERVISTA A MAURIZIO BERNAVA


Diciamo le cose come stanno. Per Maurizio Bernava, anche il sindacato è in braghe di tela. Crescono i delusi, gli sfiduciati, quelli che vi addebitano inciuci e un ruolo sostanziale di mantenimento dello status quo.
Siete diventati i guardiani del potere senza saperlo?
“Non sono cieco, so come stanno le cose, ma non ci siamo accorti oggi, che il ruolo del sindacato va ripensato. Abbiamo studiato e preparato la nostra “rivoluzione”…
Maurizio Bernava, alla vigilia di un congresso che si preannuncia storico per le sorti della Cisl, non è affatto sorpreso dalla nostra domanda. Non si sente colpevole.
MAURIZIOBERNAVA.564“Noi abbiamo capito e abbiamo cambiato tutto”, risponde. “Non è stato facile, tutt’altro. Il recupero della credibilità si ottiene sul campo, con i fatti, e bisogna meritarselo”
Avete fatto scelte impegnative. Quali?
“Stiamo dentro una crisi infinita, l’abbiamo percepita come tale alcuni anni fa. L’anno scorso i consumi delle famiglie sono scesi del 4,1 per cento, gli investimenti delle imprese del 12 per cento. Le rappresentanze politiche e sociali sono state investite da uno tsunami. Avrebbero dovuto prendere atto che niente è come prima. Noi abbiamo fatto scelte di fondo: né antagonismo né scambio. Fuori dalle logiche di gestione, radicamento sociale ed un nuovo modelllo oirganizzativo”.
Una risposta organizzativa, dunque. Basterà?
“No, non è una risposta organizzativa, ma la sburocratizzazione del sindacato può permettere il radicamento sociale e territoriale, altrimenti diventa solo uno slogan, un auspicio. Il tema del congresso, che celebriamo a Palermo, è “un sindacato nuovo, partecipazione e cambiamento”.
Sono slogan usati ed abusati…
“Noi abbiamo adottato scelte dalle quali non si torna indietro. Al congreso arriviamo dopo 119 assemblee congressuali provinciali e di federazioni di categoria, ed un dibattito che ha impegnato 8454 rappresentanti sindacali di tutta la regione. Si confronteranno oltre 560 delegati, in rappresentanza di 360 mila iscritti, 6621 dei quali stranieri”.
La partecipazione e l’ampiezza del dibattito assicureranno il raggiungimento degli obietivi che lei si è proposto, la mutazione genetica della Cisl
“Noi non faremo una mutazione genetica, vogliamo che il sindacato promuova l’efficienza e la produttività, si faccia carico dei problemi delle imprese senza rinunciare al suo ruolo di rappresentanza. Combatteremo gli sprechi e non saremo i guardiani del sistema. Questo approccio riguarda sia il pubblico che il privato. Anche la pubblica amministrazione deve recuperare produttività ed efficienza, tagliare sprechi e privilegi. Per potere esercitare questo ruolo, il sindacato deve rinunciare alla gestione. Noi ne dobbiamo restare fuori…”
In concreto, non gestirete centri di formazione o altro?
“Abbiamo chiuso da tempo queste nostre partecipazioni, spostiamo le nostre rappresentanze nel territorio dopo averle qualificate e dato loro le competenze necessarie per entrare nel ciclo produttivo e determinare, attraverso il sostegno, le buone idee e la legittimità della rappresentanza, nella vita dell’ente o dell’impresa. Al sindacato intereessa che i comuni e le imprese superino la crisi, che non si perdano posti di lavoro. Non accettiamo la logica antagonista, che ci libera delle responsabilità ma non aiuta né la pubblica amministrazione né le imprese”.
Quante chance avete per farcela? E’ possibile salvare i posti di lavoro e mandare a casa amministratori spreconi e incompetenti, tagliare sprechi, privilegi, clientele? Ogni volta che si muove qualcosa, in piazza ci vanno oloro che perdono il posto di lavoro, divenendo di fatto strumenti di ricatto…
“Formazione, forestale, 118, partecipate, sanità: sono queste le scommesse. Uscire dal circolo vizioso che lei denuncianva attraverso le buone pratiche, la produzione di reddito, l’efficienza. E’ un processo non breve, ma è importante che il sindacato non proteggerà il sistema decotto e clientelare. Mai.  Suspichiamo una strategia condivisa che il governo e le forze politiche. A differenza di altri arriviamo a questo appuntamento dopo avere studiato la crisi epocale che stiamo attraversando. Abbiamo idee chiare, progetti di risanamento e sviluppo da proporre alla pubblica amministrazione e alle imprese private. Strumenti che mettano in moto l’economia”.
Ci metterete la faccia…
“Ci assumiamo le nostre responsabilità, ci siamo attrezzati, anticipando la riforma dell’amministrazione regionale, l’abolizione delle province. Le nove strutture provinciale sono state superate da cinque aree. Una radicale riorganizzazione interne avviata per costruire un modello  più adatto alle sfide dell’economia e della società”.
E’ una scelta nazionale o siciliana della Cisl?
La Cisl si muove ovunque lungo queste direttrici, ma la Sicilia ha fatto da battistrada, siamo più avanti…


Vetrina Ricami

Aragona, Parello incontra i forestali

Nella giornata di ieri, è stata attivata una protesta simbolica da parte degli operai forestali che sono avviati al lavoro ogni anno presso il bosco di Aragona.
Nel corso della loro protesta, gli stessi operai hanno incontrato il Sindaco di Aragona Salvatore Parello, il quale ha ascoltato le loro istanze: “i forestali hanno chiesto rispetto, ma soprattutto attenzione, per la loro situazione lavorativa che sta degenerando ed hanno invitato l’Amministrazione Comunale a schierarsi al loro fianco, segnalando la notizia della loro protesta simbolica alla Prefettura ed al Presidente delle Regione Siciliana per fare in modo che si possa tornare a discutere una situazione che, se lasciata in silenzio, rischia di portare sul lastrico numerose famiglie siciliane. Infatti a rischio ci sono 24 mila persone in tutta l’isola, di cui circa 50 ad Aragona”.
Il Sindaco Salvatore Parello ha rassicurato gli operai forestali che seguirà la vicenda personalmente: “La situazione dei lavoratori precari della forestale è estremamente delicata e sicuramente non può essere sottovalutata. Oltre a sostenere solidalmente le legittime rivendicazioni dei forestali, chiederò al Presidente della Regione di impegnarsi affinchè agli operai forestali vengano liquidate le competenze maturate nel corso del 2012 e di valutare con attenzione l’opportunità di garantire i livelli occupazionali del 2011. L’Amministrazione Comunale seguirà con attenzione questa vicenda, considerato anche il fatto che tale situazione mette in seria difficoltà la tenuta socio-economica circa 50 famiglie aragonesi”.

Vetrina Ricami

Ente montano, fondi-beffa 'L’attesa dura da un mese'


CALVANICO. «Chiedere di essere pazienti a lavoratori che non percepiscono lo stipendio da oltre 15 mesi più che un invito sembra essere un affronto, intollerabile, nei confronti di famiglie giunte al limite». È questo il pensiero che serpeggia tra gli oltre cento forestali della comunità montana “Irno Solofrana”, che hanno ricevuto l’ultimo salario più di un mese fa grazie alla manovra messa in atto dal presidente Luigi Del Regno.
Il quale ha dovuto accedere ai fondi vincolati della legge 185 per sbloccare circa 280mila euro per consentire il pagamento degli idraulici forestali. Da allora non si è più visto nemmeno un centesimo. L’ultima notizia in merito alla situazione dei pagamenti risale alla metà del mese di marzo, quando dalla Regione Campania è giunta l’ufficialità dello sblocco di 18 milioni di euro provenienti dai fondi Fas da distribuire tra tutte le comunità montane del territorio campano. Alla “Irno Solofrana” spetterebbero circa 850mila euro, che consentirebbero di pagare almeno quattro mensilità arretrate. Ma l’immobilismo burocratico ha fatto nascere numerose polemiche, giunte in primis dai vertici dell’ente montano di Calvanico. «Hanno sbloccato le chiacchiere – dichiara critico il presidente Del Regno – Dal giorno in cui siamo venuti a conoscenza dello sblocco dei fondi Fas è trascorso più di un mese, ma i lavoratori non hanno percepito alcunché». «Nonostante tutto – precisa Del Regno – i forestali, con grande senso di responsabilità continuano a svolgere le proprie mansioni, recandosi sul posto di lavoro ogni giorno, pur non percependo lo stipendio». I forestali, in questo momento, sono impegnati nei lavori provenienti dai progetti dei Psr (Piani di sviluppo rurale) nei comuni di Calvanico, Bracigliano e Siano. A breve dovrebbe attivarsi anche un altro cantiere a Fisciano.
I Psr, già finanziati, dovrebbero garantire una copertura retributiva pari a circa un salario e mezzo. Il presidente della “Irno Solofrana” ha condannato senza mezzi termini l’operato dei vertici di Palazzo Santa Lucia, lanciando una proposta molto provocatoria. «Chiedo alla giunta e al consiglio regionale – ha detto Del Regno – di mostrare il buon senso rinunciando, per uno o al massimo due mesi, alla loro indennità, al fine di destinare un acconto a saldo ai lavoratori di tutte le comunità montane, che poi verranno successivamente stornati».




Vetrina Ricami

Finanziaria fra luci e ombre

«Le preoccupazioni maggiori riguardano i Comuni, ma c'è qualcosa di cui sono soddisfatto, come l'approvazione all'unanimità dell'emendamento "Salva impresa" proposto da me». Eccole qui luci e ombre della finanziaria, nelle parole del presidente della Commissione Attività produttive dell'Ars, Bruno Marziano, che ieri durante una conferenza stampa si è soffermato soprattutto sugli aspetti del documento che riguardano il nostro territorio. Tra questi i forestali, ben 1000 quelli della provincia.
«Con lo stanziamento di 220 milioni di euro - ha spiegato Marziano - si potranno finanziare le giornate storiche, quelle prima dell'accordo del 2009». Ma c'è una novità che riguarda i forestali, «ovvero l'ampliamento delle loro competenze e il loro utilizzo, per esempio, nella pulizia delle aree archeologiche o nella lotta al dissesto idrogeologico».
Attenzione poi puntata sul Ciapi. «Quello di Palermo è stato sciolto e accorpato a quello di Priolo, che gestirà i programmi Spartacus e Labor». Quanto all'Asi è stato cassato un emendamento sulle tre macro aree «perchè prima - ha aggiunto il presidente della Commissione Attività produttive - vogliamo capire chi sono i capofila. Quanto invece all'Aras garantiti 4 milioni e 500 mila euro, anche per garantire la lotta e il controllo della blue tongue, una malattia molto pericolosa».
Per l'articolo 23, Marziano ha spiegato: «Nella finanziaria ci sono le risorse ma bisogna aprire il confronto con lo Stato perché ci consenta di prolungare i contratto, in quanto ritengo impossibile licenziare 18.500 lavoratori». Garantito il contributo per l'Inda con complessivi 680 mila euro, «60 mila per l'esportazione degli spettacoli, 573 mila di contributo ordinario e 46 mila per il teatro». Queste soltanto alcune delle altre voci, snocciolate ieri da Marziano: Il Piano di azione e coesione ha una dotazione di 452 milioni di euro, che saranno utilizzati per creare nuove opportunità di lavoro per i giovani.La Sicilia

Vetrina Ricami

Gli emendamenti del Sifus

Vetrina Ricami

Comunicato Stampa

Vetrina Ricami

'Piano di sviluppo rurale – misura 421', a rischio 13 milioni di euro. La denuncia del gruppo musumeci all’assemblea regionale


C’è il rischio che sia revocato il bando del “Piano di Sviluppo Rurale” (PSR) Sicilia 2007-2013 pubblicato in attuazione della Misura 421 “Cooperazione interterritoriale e transnazionale” che ha stanziato la somma di oltre 13 milioni di euro. A denunciarlo è il Gruppo Lista Musumeci all’Ars, che ha presentato un’interrogazione urgente (primi firmatari Gino Ioppolo e Nello Musumeci). Secondo i deputati regionali, la revoca sarebbe stata decisa dall’assessore regionale alle Risorse agricole e alimentari, in virtù di una presunta dichiarazione di “non ammissibilità” formulata dalla Commissione giudicatrice con modalità “non formali”.
“Una decisione simile – sottolineano Ioppolo e Musumeci – arrecherebbe un danno ingiustificabile e scandaloso, con effetti gravi per lo sviluppo economico della nostra Regione. Riteniamo, al contrario, che la Regione debba dare un impulso decisivo per procedere urgentemente alla conclusione delle procedure di valutazione dei progetti presentati e all’approvazione della relativa graduatoria, consentendo così che la notevole somma stanziata possa rendersi rapidamente disponibile e si possano realizzare gli investimenti previsti per i progetti presentati dai Gal, i Gruppi di azione della Sicilia”.
I parlamentari denunciano, inoltre, come sia decorso più di un anno dalla presentazione dei progetti, senza che il procedimento amministrativo di verifica degli stessi sia arrivato a conclusione, definendo così l’ammissibilità degli aiuti richiesti e la relativa graduatoria: “una tale dilatazione dei tempi – proseguono i due deputati – contrasta con l’urgenza che la grave crisi economica impone e con l’esigenza di promuovere lo sviluppo del territorio, rendendo rapidamente fruibili gli aiuti comunitari. Occorre scongiurare la revoca del bando e sbloccare le procedure”

Sicilia Agricoltura

Vetrina Ricami

Regione, Musumeci: sciogliere l’Esa e trasformarlo in dipartimento

“Sciogliere l’Ente di sviluppo agricolo siciliano e trasformarlo in dipartimento della Regione”. La proposta arriva dal deputato regionale Nello Musumeci, secondo il quale “l’Esa ha ormai esaurito la propria funzione istituzionale e rappresenta solo un sovrappeso burocratico. Vanno invece tutelate e valorizzate – secondo l’esponente de La Destra – le risorse umane e professionali dell’Ente, a tempo indeterminato e determinato, che potrebbero trovare impiego in compatibili strutture dell’assessorato regionale alle Risorse agricole e forestali. Porteremo la proposta all’attenzione dell’Ars con un’apposita mozione”.
L’Esa è stato istituito nel 1965 con la legge di trasformazione dell’Eras (Ente per la riforma agraria in Sicilia).  E’ un ente non economico di diritto pubblico, sottoposto alla vigilanza della Regione. Conta 1100 dipendenti, la metà dei quali precari, ed ha un costo annuo di circa trenta milioni di euro.


Vetrina Ricami

Finanziaria, emendamenti PD per sopprimere Esa e altri enti di settore

Fra gli emendamenti del PD alla Finanziaria regionale ve ne sono alcuni che prevedono la soppressione di Enti e l’accorpamento delle loro funzioni in un’unica struttura. In particolare si prevede di sopprimere Esa, Istituto per l’incremento ittico, Istituto sperimentale zootecnico, Stazione sperimentale per la granicoltura in Sicilia e Consorzi di ricerca: tutte i loro compiti saranno concentrati in un unico “Centro per la ricerca e l’innovazione della filiera agroalimentare”.
“Vogliamo snellire e alleggerire la Regione e, sulla scia del lavoro avviato nella scorsa legislatura, prevediamo di accorpare enti e funzioni – dice Baldo Gucciardi, presidente del gruppo PD all’Ars – aumentando la produttività e riducendo la spesa pubblica. Naturalmente abbiamo previsto adeguati interventi di garanzia per i lavoratori, che saranno ricollocati in nuovi ruoli”.
Sempre nell’ambito della Finanziaria regionale, il PD ha proposto l’abolizione degli Iacp e il trasferimento delle competenze nell’ambito dell’edilizia sociale e nel settore abitativo, ai prossimi Consorzi di Comuni che sostituiranno le Province regionali.


Vetrina Ricami

Forestali, un 'esercito' da trentamila uomini

Chi sono i lavoratori di un settore che grava pesantemente sulle casse della Regione Siciliana. 

PALERMO - L'esercito dei forestali in Sicilia conta quasi trentamila addetti. Sono numeri importanti, in calo rispetto agli scorsi anni, che però pesano parecchio sulle casse dell'erario regionale. La cifra ufficiosa che riguarda i loro stipendi sfiora quota 700 milioni di euro all'anno. Un vero e proprio tesoro che per la Regione Siciliana pesa parecchio, e che l'assessore all'Economia, Luca Bianchi, dovrà tenere in considerazione per la stesura della legge finanziaria per l'anno 2013.

Fra i dipendenti del Dipartimento regionale Azienda foreste demaniali, oltre a dirigenti e funzionari, ci sono 803 operai a tempo indeterminato ed oltre 22mila lavoratori stagionali. Di questi 2.645 hanno come garanzia occupazionale 151 giornate lavorative annuali, altri 6.206 hanno la garanzia occupazionale di 101 giornate lavorative, mentre sono 13.798 coloro i quali hanno 78 giornate lavorative come garanzia occupazionale all'anno. Questi forestali fanno riferimento all'assessorato alle Risorse agricole, guidato da Dario Cartabellotta. Non sono però i soli. A loro vanno infatti aggiunti gli operai anti-incendio che invece sono incardinati presso l'assessorato al Territorio e ambiente. Sono poco più di ottomila unità: 750 sono coloro i quali fanno parte del Corpo forestale, oltre settemila invece hanno i compiti di sorveglianza anti-incendio.
Live Sicilia


Vetrina Ricami

Marziano: Risorse per i forestali , ??

Vetrina Ricami

Ars, la contro-manovra dei grillini: reddito di dignità e microcredito



Trovati 110 milioni in bilancio per garantire un reddito di dignità a oltre 20 mila siciliani.Approvato anche l’emendamento che rimpolpa il fondo prestiti alle aziende. Esultano i 15 parlamentari del Movimento 5 Stelle, che sono i protagonisti di queste due proposte: “Per il reddito di dignità e per il microcredito i soldi ci sono. E’ sol questione di volontà politica. Possiamo dare ossigeno a imprese e famiglie”.
I deputati 5 Stelle hanno trovato tra le pieghe del bilancio quasi 110 milioni di euro che potrebbero consentire a oltre 20 mila disoccupati, precari e inoccupati di usufruire di un reddito mensile di circa 440 euro al mese, pari all’importo dell’assegno sociale minimo dell’Inps.
Sul fronte imprese, invece, è arrivato in Commissione Attività produttive il via libera all’emendamento che dirotta i 3 milioni previsti per la comunicazione istituzionale al Fondo per il microcredito, inserito in Finanziaria per volontà del M5S (con l’appoggio dell’Udc) e che già può contare su circa 350 mila euro, derivanti dalla restituzione di gran parte dello stipendio fatta da inizio legislatura dai parlamentari M5S.
La partita si sposta ora in Commissione Bilancio e Finanze prima e in Aula poi, anche se i parlamentari del Movimento si dicono fiduciosi per un positivo esito della battaglia.
In ogni caso la giornata di ieri segna una svolta – culturale prima che politica – importante. Se la Commissione Bilancio e Finanze non dovesse avallare la manovra sul reddito di dignità e sul microcredito, i grillini la ripresenterebbero in Aula. A Sala d’Ercole, a quel punto, si dovranno scoprire le carte: si vedrà – tutti i siciliani vedranno, con l’aiuto dell’informazione che racconterà come andranno le cose – chi, in Sicilia, difende gli ultimi e chi, invece, continua a difendere i privilegi dei pochi.
“Non pensiamo – afferma Giorgio Ciaccio (nella foto, a destra), componente della commissione Bilancio – che qualcuno possa essere sordo alle richieste che arrivano giornalmente dalla società. Bisogna pensare anche agli ultimi, che purtroppo, oggi sono tantissimi. Anche loro devono avere mezzi minimi di sostentamento”.
I fondi per il reddito di dignità verrebbero reperiti con l’abrogazione di articoli già presenti in Finanziaria per i cantieri scuola, per il reddito minimo di inserimento, dal rastrellamento di parecchie delle indennità accessorie previste per la Giunta regionale (spese per comunicazione, viaggi, consulenze e clientele varie) e per parecchi dirigenti di vario livello. Sette milioni di euro arriverebbero anche dal taglio proposto (in netto contrasto con le direttive del Governo, che ha previsto un incremento degli organici) delle sedi di rappresentanza delle sedi di Roma e Bruxelles. Quest’ultimo taglio, da solo, potrebbe garantire un reddito mensile a oltre 1300 persone.
La sede di Bruxelles della Sicilia, per la cronaca, da quando esiste è stato solo un ‘carrozzone mangiasoldi’ che non è mai servito a nulla. Un incedibile spreco di risorse pubbliche per consentire a un ristretto gruppo di ‘fortunati’ di vivere a Bruxelles con stipendi da favola. Una delle prove dell’inutilità di questa pomposa e costosa sede è rappresentata dalla mancata spesa dei fondi europei da parte della Sicilia (con riferimento ai fondi strutturali e anche ai fondi tematici).
I beneficiari dell’assegno di dignità sarebbero disoccupati, inoccupati, precari che percepiscono un reddito che non determina la perdita dello status di disoccupati e lavoratori in aspettativa non retribuita per gravi e documentate ragioni familiari. Per accedere al fondo sono previsti la residenza in Sicilia da almeno 12 mesi, l’iscrizione alle liste di collocamento, un reddito imponibile pari od inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale determinato dall’Inps e non avere maturato i requisiti per la pensione.
Nel complesso, sono circa 300 gli emendamenti, aggiuntivi e modificativi, alla legge di stabilità (finanziaria 2013, disegno di legge n.69) e al bilancio previsionale (disegno di legge n.68) depositati ieri in Commissione Bilancio e Finanze dal Movimento cinque Stelle.
I tagli alla dirigenza regionale ipotizzati dal Movimento 5 Stelle non riguarderebbero la riduzione delle indennità e degli stipendi previsti per legge e regolati dai Contratti di lavoro della categoria, ma il sistema delle premialità. Il riferimento va alle indennità di posizione e di retribuzione, spesso percepite dai dirigenti senza alcun effettivo raggiungimento degli obiettivi indicati dall’amministrazione. Un “magna magna” che andrebbe ridotto del cinquanta per cento per liberare risorse da dirottare ai più bisognosi.
Sulla istituzione del fondo regionale del contributo di dignità, per la verità, il M5S aveva fatto le prove generali in Commissione Legislativa Sanità all’Ars, qualche giorno fa. L’idea non era peregrina, insistendo, sul settore della sanità, oltre il 50 per cento del totale dei dirigenti in Sicilia; totale che ad oggi non si conosce con esattezza. L’emendamento, bocciato in “Commissione Sanità”, è stato ripresentato dal Movimento per la Commissione “Bilancio e Programmazione”.
Sui tagli alla dirigenza regionale interessante, poi, l’iniziativa dei grillini finalizzata alla abrogazione delle leggi regionali che disciplinano la figura del comandato. Un emendamento del M5s tende all’abrogazione del Comando, a differenza del Governo regionale che spinge per una mera riduzione.
Secondo i parlamentari del Movimento all’Ars, su una platea di circa 20 mila dipendenti della Regione siciliana, il 50 per cento sarebbero in posizione di comando dall’amministrazione da cui dipendono. Grazie al comando, il dipendente resta per decenni in altri uffici. Quali i motivi? Esigenze di efficacia ed efficienza nel funzionamento degli uffici coinvolti? No, crediamo sia solamente una semplice scelta clientelare, volta a favorire amici e parenti.
Secondo i parlamentari grillino, serve chiarezza nel pubblico impiego regionale per scovare sprechi e inefficienze. Per farlo occorre stoppare il comando e procedere a una seria revisione della Pianta Organica del personale regionale.


Vetrina Ricami

Pioggia di emendamenti Molti da Pdl e M5S

Sono 1600 gli emendamenti a bilancio e finanziaria, che sono stati presentati entro questa mattina. La maggior parte vengono dal Movimento cinque stelle e dal Popolo della libertà.


PALERMO – Sono 1600 gli emendamenti alla legge finanziaria ed al bilancio presentati entro i termini alla seconda commissione di Palazzo dei Normanni. La scadenza per la presentazione era fissata per le ore 10 di questa mattina. Una mole significativa, che nel dettaglio sono per metà al bilancio e per metà alla Finanziaria. Di questi ultimi ben quattrocento sono aggiuntivi, ovvero prevedono ulteriori voci di spesa. “Sono molti – ammette Nino Dina, presidente della commissione Bilancio – e forse si sconta l'assetto di inizio legislatura. Ci sono tanti deputati nuovi che propongono ulteriori spese, che mal si conciliano con la riduzione della spesa che in questo momento è prioritaria”. Il deputato dell'Udc, al lavoro anche oggi, però non si scompone: “L'obiettivo è quello di portare il testo a Sala d'Ercole il prima possibile, chiaramente dovremo vedere se gli emendamenti aggiuntivi di spesa sono compensati con un incremento delle entrate”.

Dei mille e seicento emendamenti sono 299 quelli provenienti dalle commissioni. Nel dettaglio diciotto vengono alla commissione Affari istituzionali presieduta dal democratico-riformista Marco Forzese, 82 dalla commissione Attività produttive presieduta dal democratico Bruno Marziano, 71 dalla commissione Ambiente presieduta dal grillino Giampiero Trizzino, 52 dalla commissione Cultura, formazione e lavora presieduta dal democratico-riformista Marcello Greco e sette dalla commissione per l'Esame delle attività europee del presidente pidiellino Francesco Cascio, fino a ieri sera a Roma come grande elettore. Il gruppo parlamentare che ha presentato più emendamenti invece è il Movimento cinque stelle con quattrocento proposte di modifica, seguito dal Popolo della libertà con trecento.

Nella giornata odierna gli uffici lavoreranno per verificare l'ammissibilità dei vari emendamenti, che potrebbero essere scremati in vista dell'esame di domani, quando alle 10 la commissione Bilancio inizierà ad esaminarli.

Vetrina Ricami

Bilancio regionale e legge di stabilità Seduta no stop della commissione


Domenica di lavoro all’assemblea regionale siciliana. Sono scaduti infatti alle 10 i termini per la presentazione degli emendamenti al bilancio del governo in seconda commissione, quella presieduta dall’esponente Udc, Nino Dina, l’ultima a dover esaminare, dopo le commissioni di merito, il testo di previsione economico del governo regionale che regolerà la vita amministrativa dell’Isola per i prossimi mesi.
Da domani la commissione, lavorerà per riportare ordine fra i disequilibri finanziari intervenuti dopo gli emendamenti approvati nelle commissioni di merito che in alcuni casi hanno previsto la cancellazione totale di alcune misure previste dal governo per incrementare le entrate. Una pratica, ha tuonato l’assessore regionale all’Economia, Luca Bianchi che non può essere tollerata pena la mancata sostenibilità finanziaria del bilancio di previsione 2013.
Ars«Dobbiamo verificare la questione dell’ accantonamento passivo per 110 milioni nel Fondo per gli enti locali, trattandosi di soldi, la cui disponibilità dipende dalle entrate del Sistema sanitario regionale. Attendiamo con particolare attenzione- quelli che arriveranno dalla commissione Cultura in ordine al settore della Formazione» ha detto il presidente della seconda commissione Bilancio, Nino Dina.
Lo stesso Dina ha convocato la commissione per le 10 di domani prevedendo una seduta fiume per portare il testo in aula nei tempi previsti, vale a dire mercoledì 24 per incardinare il dibattito e venerdì 26, dopo il deposito degli ulteriori emendamenti d’ aula, per l’ inizio della discussione generale. Ma sugli emendamenti rischia di aprirsi il “solito” scontro: si annunciano infatti almeno un migliaio di emendamenti, fra commissione ed aula, che rischiano di dilungare di molto i lavori dell’assemblea parlamentare e soprattutto rischiano, con un colpo di mano, di far saltare il saldo contabile finale che è l’indicazione richiesta dall’assessore Bianchi e dal governo.


Vetrina Ricami

Sortino:ll 2 maggio i 151isti entreranno in servizio !



Sortino. I problemi occupazionali che riguardano i 47 dipendenti precari (ex articolisti) del Comune e i lavoratori forestali sono stati discussi in Consiglio comunale, che a conclusione dei lavori ha deliberato due ordini del giorno.
Ieri sono arrivate notizie che, in un certo qual modo, vanno ad alleviare questo disagio occupazionale.
Il Sindaco Enzo Buccheri ha avuto assicurazione da parte del responsabile dell'Azienda forestale di Siracusa Carmelo Frittitta, che oggi partiranno le chiamate che riguarderanno circa 300 lavoratori 151isti.
Infatti, è stata risolta la questione che interessava le visite mediche, passaggio che bloccava le assunzioni. Pertanto, oggi, uscirà la graduatoria di quanti saranno chiamati al lavoro nei due distretti forestali, Monte Lauro e Giarranauti, che il 2 maggio apriranno i cantieri.
Nel Consiglio comunale, informale, sono intervenuti anche rappresentanti degli operatori forestali: mancavano i rappresentanti del sindacato confederale che non erano stati invitati.
Il consesso cittadino ha approvato un documento che i forestali di Sortino avevano sottoscritto il 26 marzo scorso, in occasione dell'incontro con il sindaco e il presidente del Consiglio comunale Dionisio Mollica.
La nota contiene una serie di importanti rivendicazioni. Per quanto riguarda gli ex articolisti, da parte della Regione siciliana sono stati previsti nel bilancio, che verrà approvato nei prossimi giorni, i fondi per i precari degli Enti locali fino al 31 luglio.
Attualmente per il pagamento dei precari, la copertura finanziaria c'è fino alla fine del mese in corso. La Giunta, quindi, il 5 aprile ha deliberato in tal senso.
Il Consiglio comunale, a maggioranza, con il voto contrario dei consiglieri di Sortino Futura, ha approvato un atto d'indirizzo con il quale si impegna il sindaco e la Giunta a revocare tale delibera. «La deliberazione di Giunta - ha affermato il presidente del Consiglio comunale Mollica - deve essere annullata e con essa il relativo parere negativo apposto dall'ufficio finanziario. Ancor di più non doveva essere apposto neppure il parere negativo da parte dell'ufficio finanziario, poiché trattasi di un parere non pertinente e attinente, eventualmente, alla successiva fase della stabilizzazione».
Paolo Mangiafico




Vetrina Ricami

Forestali, confermata per 22 aprile la manifestazione a Palermo dei lavoratori messinesi


I Segretari Provinciali, FAI CISL Calogero Cipriano, FLAI CGIL Giovanni Mastroeni e UILA UIL Salvatore Orlando, vista la negativa fase della vertenza regionale del settore forestale presentano il piano di iniziative predisposto dalle Segreterie Regionali.
Lunedì 22 Aprile dalle ore 9.00 inizierà il presidio con la manifestazione e il  concentramento presso la Sede della Presidenza della Regione Sicilia a Palermo. Saranno interessati la provincia di Messina di Enna e Caltanissetta. L’iniziativa proseguirà il 26 di Aprile con le provincie di Catania, Ragusa e Siracusa e si concluderà il 29 di Aprile con le provincie di Palermo, Agrigento e Trapani.
Per la manifestazione di giorno 22 i Segretari Provinciali hanno predisposto per far partecipare i forestali messinesi un piano di pullman così articolato:
-        Longi – Galati Mamertino – Tortorici – Sant’Agata di Militello fronte ospedale – Capizzi – Mistretta – Caronia – Cesarò – San Teodoro – Santa Domenica di Vittoria – Francavilla di Sicilia – Furci Siculo – Messina rifornimento Esso svincolo autostradale – Rometta– Milazzo – Barcellona P.G. – Falcone – Patti – Brolo – Santo Stefano di Camastra – Tusa caselli autostradali.
La lotta dei sindacati e dei lavoratori forestali è consequenziale al negativo atteggiamento tenuto dal Governo Regionale che ha determinato incertezze e ritardi nei finanziamenti dell’anno 2013, ad oggi infatti nella nostra provincia come in tante provincie siciliane, i lavoratori forestali non hanno ancora iniziato la loro attività di lavoro cosa grave visto l’approssimarsi della stagione estiva. Tale atteggiamento crea un danno irreparabile non solo ai lavoratori forestali siciliani, ma anche alla tutela dei boschi e attraverso questi alla possibile desertificazione e aumento del rischio del dissesto idrogeologico del territorio siciliano. Il sindacato chiede che si istituisca  a livello regionale immediatamente, una cabina di regia che applicando l’accordo sindacale del 2009, ottimizzi le risorse finanziarie necessarie, creando attraverso una necessaria riforma un amministrazione forestale regionale efficiente che possa valorizzare il lavoro degli addetti e costruire un diverso sistema agroforestale ambientale.


Vetrina Ricami

Attesa da 18 milioni di euro


La rabbia degli operai forestali aumenta. Aumenta per le notizie che sono giunte in questi ultimi giorni da Napoli. Aumenta per il silenzio che si registra da parte dei rappresentanti dell’ente montano del Titerno – Alto Tammaro e dei politici. Quegli stessi politici che qualche giorno prima del voto vennero anche in terra titernina, per dire che c’era solo da attende qualche giorno, visto lo sblocco di oltre 18 milioni di euro per la forestazione. Soldi disponibili praticamente nell’immediato, già pronti nelle casse regionali, da ripartire tra i vari enti montani della Campania. Provvedimento che sarebbe stato un respiro di sollievo per i dipendenti forestali del Titerno -Alto Tammaro, visto che gli ultimi soldi percepiti erano stati quelli di aprile dell’anno scorso. Ma da allora, nonostante due mesi trascorsi, nulla di fatto. Anzi, a dire il vero, proprio l’altro giorno – spiegano i lavoratori – dalla nota diramata dai rappresentanti regionali di Fai-Cisl, Flai Cgil e Uila-Uil – si è appreso che questo riparto ancora non si è concretizzato. “Tanto è vero – aggiungono – che la nota sindacale conclude evidenziando ‘ricordiamo che in base agli impegni assunti dall’onorevole Nugnes, nella prossima giunta dovrà essere approvato il riparto e quindi l’erogazione dei 18,5 milioni di euro e qualora ciò non avvenisse, inviteremo tutti i forestali a manifestare a Santa Lucia’”.
Intanto nel tardo pomeriggio di ieri è giunta la nota dalla Regione che annuncia “l’approvazione della delibera di giunta che iscrive 56 milioni e 400 mila euro nella competenza del bilancio per l’esercizio finanziario 2013 da destinare alla forestazione in Campania”. Il consigliere con delega all’agricoltura, Daniela Nugnes, nel dirsi soddisfatta dell’atto deliberato, ha annunciato: “Con questo atto, che fa da apripista all’erogazione di mandati di pagamento per circa 18 milioni di euro, già disponibili nelle casse regionali, manteniamo gli impegni assunti e gettiamo le basi per una riforma virtuosa del comparto alla quale devono ora contribuire tutti i soggetti coinvolti”. Ora l’auspicio è che non si tratta di un nuovo annucio visto che ogni giorno che passa, finora tra l’indifferenza generale, le condizioni di tanti lavoratori si fanno sempre più serie e disagiate. Per gli operai titernini la beffa sarebbe doppia, visto che attendono anche le retribuzioni per il periodo di cassa integrazione della scorsa primavera (circa quaranta giorni tra marzo e maggio 2012). Ancora ieri mattina nessuna buona notizia giungeva dall’Inps. Ora, come detto, si attenderà ancora qualche giorno. Con la speranza che sia un’attesa foriera di buone notizie per i lavoratori titernini.



Vetrina Ricami

AFOR: L’ARMATA BRANCALEONE!


Deludente ieri il programma mandato in onda da Telemia sul caso Afor che tanto ha interessato in questi giorni. Deludenti i forestali, che tra illazioni e parolacce, si sono difesi poco e male. Una ventina in tutto, mentre i più hanno pensato bene di restarsene a casa. Deludenti i giornalisti in diretta dallo studio di Roccella, prostrati dinnanzi alla guest star della serata: Pellazza delle “Iene”. Deludenti i sindaci aspromontani, che certo non si sono spesi in parolacce, ma men che meno in osservazioni di spessore.
La confusione impazza.
Sulla scia di “Chi l’ha visto” che ha lasciato da parte ormai da diversi anni l’utile servizio di segnalazione per provarsi in indagini da pochi soldi, e di “Quarto grado” che ha eretto il suo colorato staff a equipe di investigazione, in un mondo in cui le veline fanno le criminologhe, i comici i presidenti, i presentatori interpretano delicatissime intercettazioni, i magistrati si danno alla politica e sbagliano le inchieste, le forze dell’ordine alle truffe, logico è che le “Iene” si sentano i giustizieri dell’Italia. E tra servizi di dubbio gusto, che spesso sfiorano la perversione, ci infilano qualche scoop su indagini segrete. E le promuovono.
Quanto pagano per queste informazioni? Chi è disposto a dare le soffiate? Chi li ha portati a Samo nel caldo mese di giugno?
Nessuno fa queste domande. Le precisa comunque Pellazza: ci ha portati uno dei forestali!
E perché uno dei forestali accusato di “bivaccamento” avrebbe dovuto mettere a rischio l’ambito posto di lavoro e i suoi colleghi, col pericolo di perdere l’uno e gli altri?
Osservazione: l’Aspromonte, si sa, è duro da affrontare. E non perché (come prontamente si fraintende) sia popolato dai mafiosi, quella è letteratura, è romanticismo. La figura del mafioso-brigante è una bella favola a cui crediamo per tradizione.
L’Aspromonte è duro per i mafiosi stessi, rammolliti dai soldi e dalla belle auto. Le Hogan non sono le scarpe più adatte per le strade impervie dei boschi. Né le camicie di Versace.
Quindi come fa una troup nordica a nascondersi per giorni nelle terre dove solo Peppe Musolino sapeva camminare, sfuggendo all’allenato fiuto degli aspromontani?
DSCN0868I calabresi sono ospitali, non fessi.
E ai lavoratori Afor, che dai vertici fino agli operai scelgono di isolare il germe samese, corrotto e sputtanato, chiediamo:
Non avete mai bivaccato all’ombra dei faggi?
Mai?
Avete avuto sempre direttive precise e materiale per svolgere il  vostro lavoro?
Sempre?
Credete ancora in un sistema che non crede neanche lui in se stesso?
Allora siete fuori dal comune. Siete voi lo scoop, non i samesi.
Mai i giornalisti locali neanche se ne accorgono, impegnati come sono a stendere il tappeto rosso al collega, solo perché targato Italia 1.
Peccato! Voi aforiani-non-samesi sieti gli unici al posto giusto, a fare ciò che è giusto, compreso ieri sera, in casa col telecomando.
Perché difendere la vostra dignità o il posto di lavoro? Se il posto fisso non ce l’ha più nessuno sareste degli egoisti a tenervelo stretto.
 





Vetrina Ricami

Forestali Campani: Nessuno deve perdere il lavoro




Vetrina Ricami

Cenere, perché non far lavorare i forestali?

E' cominciato ieri il lavoro della ditta incaricata dal Comune di Nicolosi di liberare il piazzale del Rifugio Sapienza dallo strato di 5 centimetri di cenere che è caduto giovedì durante l'ennesima fase parossistica del vulcano. un mezzo dotato di grossi spazzoloni è già in funzione da ieri ma alcuni operatori della zona si sono messi al lavoro per pulire almeno la parte di piazzale vicina alla propria attività commerciale. Sarà poi necessario che anche la Provincia, per la competenza sulla Sp 92, dia mandato per la puizia della principae strada di accesso alla zona sommitale di Nicolosi Nord che oggi - a causa dello strato di cenere - è raggiungibile soltanto dalla strada del «salto del cane». Insomma non pochi disagi che continuano una stagione davvero negativa per tutti gli operatori.
Davanti a queste emergenze ormai quasi quotidiane si potrebbe intervenire con i lavoratori forestali stagionali che - nel frattempo - da diverse settimane protestano con la Regione per i mancati avviamenti al lavoro. Se si tratta di un problema burocratico non dovrebbe essere molto difficile superarlo con il dovuto coordinamento fra Enti. Se, invece, manca la buona volontà, allora....
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Vetrina Ricami
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