precari sono un altro problema della Regione Sicilia. Regione, Enti locali, Enti Regionali li hanno coinvolti , prima, in assunzioni allegre, ora sono in una posizione critica, per cui si propone la loro assunzione da parte delle imprese , 20% del personale, nelle gare d’appalto, deve essere costituito da precari. Si prospetta una situazione problematica per le imprese , in quanto dovranno specializzare i precari con corsi di formazione, e si ripropone il problema non appena le gare finiscono.
Trovare una soluzione non è semplice, ma ,forse, basterebbe farli costituire in cooperative, che potrebbero essere servizi utili per i cittadini, per i turisti, nei beni culturali, per gestire le aree archeologiche ,ad esempio, come guide per accogliere i turisti, e far loro conoscere i diversi territori, per la valorizzazione del territorio, insomma, per incentivare l’agricoltura, per catalogare libri, secondo il loro curriculum, la loro formazione, i loro studi.
Sarebbe un modo di renderli produttivi nella società, e motivati al lavoro. Si potrebbero organizzare, dove necessario, veri corsi di formazione specializzanti, istituiti con severi controlli. Ecco che, in questo modo , nei vari settori, cultura, sociale, agricoltura, ambiente, economia, i precari potrebbero essere inseriti con dignità lavorativa, e non con la logica del clientelismo, che, finora, ha prevalso, e ha creato questo grande disagio, per padri e madri di famiglia, giovani e meno giovani:pensiamo alle difficoltà economiche affrontate da tanti precari, che, in ogni legislatura della Regione Sicilia, si materializzano, e,poi, si cerca una soluzione.