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Anche in Germania il partito anti Euro


Ormai è un fatto assodato: in tutta Europa sta cresce il malcontento nei confronti dell’euro e della politica economica di una Ue ormai ridotta ad un centro di potere finanziario salva banche. L’ennesima prova arriva dalla Germania, Paese che è il meno indicato a lamentarsi.
Eppure, a sette mesi dalle elezioni federali in Germania, anche a Berlino un nuovo partito contrario alla moneta unica. Si chiamerà “Alternative für Deutschland” e sarà una formazione moderata  europeista ma contraria alla moneta comune.
«L’Alternativa per la Germania appoggerà la dissoluzione dell’Euro a favore delle monete nazionali o di unioni monetarie più piccole», scrive l’economista Bernd Lucke, fondatore del partito, in una sorta di manifesto di fondazione, «si impegnerà contro i pacchetti di salvataggio miliardari. Sarà a favore di una deburocratizzazione e limitazione dell’Unione Europea con la restituzione di determinate competenze agli stati nazionali».
Intanto anche in Francia compare ‘lo spettro’ del referendum anti Ue. La  leader del Front National, Marine le Pen, ha chiesto al presidente francese Francois Hollande di far svolgere un referendum sull’uscita della Francia dall’Unione Europea nel gennaio del 2014, a meno che nel frattempo Parigi non ottenga delle concessioni su “quattro riforme strutturali minime”. Una posizione simile a quella della Gran Bretagna che ha promesso una consultazione sulla fuoriuscita dell’Ue, a meno che non ci sia una correzione di linea nelle politiche europee.
Superfluo aggiungere che il voto italiano è stato un chiaro no alle politiche della Bce. E che le numerose manifestazioni in Europa, lo scorso autunno, contro le politiche di austerità, dimostrano che nel Vecchio Continente l’euroscetticismo è ormai imperante.
“La Germania vuole giocare con i paesi periferici dell’area Euro lo stesso gioco che ha giocato con la Germania Est. Schiacciarli sotto il peso di un cambio eccessivamente forte per poi annetterli e crearsi un serbatoio di manodopera a buon mercato. Gli italiani stanno incominciando a capire la cosa e questo in parte spiega il risultato delle elezioni” dice Alberto Bagnai, docente di politica economica all’università Gabriele D’Annunzio di Pescara  nel corso di una intervista rilasciata a ImolaOggi.it . Il suo libro “Il tramonto dell’Euro” sta contribuendo ad alimentare il dibattito in corso sull’opportunità per il nostro Paese di restare nella moneta unica.
“L’unico rimedio sarebbe quello di di instaurare a livello europeo un atteggiamento cooperativo di riflessione sulla costruzione europea , se la decisione sarà quella di manganellare l’Italia con lo spread, un numero sempre maggiore di cittadini capirà che quello dell’euro è un regime fascista che usa la violenza”.
Vittima eccellente del fascismo dell’euro è la Grecia dove ormai è crisi umanitaria. E proprio dalla Germani arriva l’allarme di un economista serio, Hans Werner Sinn:
«La Grecia deve uscire subito dall’euro, svalutando la sua moneta del 20-30%, pena la definitiva distruzione dell’economia, arrivata a un tale punto di degrado da poter essere considerata come “tragedia umanitaria” e quindi cominciare anche a ventilare l’ipotesi di chiedere l’intervento dell’Onu». 

Tragedia familiare nel Messinese uccide sorelle disabili e si suicida

Tragedia familiare nel Messinese uccide sorelle disabili e si suicidaAssume sempre piu' i contorni di un omicidio-suicidio la tragedia familiare di Terme Vigliatore, in provincia di Messina, dove, all'interno dell'abitazione di via Pietro Nenni, sono stati trovati i cadaveri di tre fratelli. Sono stati i vigili del fuoco ad entrare nell'appartamento, nei pressi della frazione di Tonnarella. 

All'interno i corpi senza vita di due donne di 47 e 40 anni, Maria e Laura Isgro', e del fratello Vito, di 39 anni. Secondo una prima ricostruzione quest'ultimo, che si prendeva cura delle congiunte disabili, le avrebbe uccise con un cocktail di sostanze letali. Fiale ed altre boccette di farmaci, infatti, erano sparse per tutta la casa. Le medicine sono state sequestrate dai carabinieri. Poi si sarebbe tolto la vita con le stesse modalita'. 

Ad avvisare i vigili del fuoco erano stati i carabinieri intervenuti a seguito di una segnalazione di alcuni vicini che non avevano notizie da un paio di giorni dei fratelli, ritrovati sul letto. Sul posto il medico legale che dovra' accertare le cause del decesso. A coordinare le indagini il sostituto procuratore di Barcellona Pozzo di Gotto Giorgio Nicola. (r.p.)

Non lo sapevamo !


Il Sifus comunica


Forestali siciliani!!!!!! In seguito all'autoconvocazione che come gruppo dirigente sifus abbiamo affrontato presso l'azienda regionale di viale liberta' 97, a palermo il 22 febbraio scorso, c'era stato garantito che entro 12/ 15 giorni avrebbero pagato gli stipendi di novembre e dicembre. Noi ci siamo dichiarati insoddistatti ed abbiamo annunciato che se entro il 12 marzo non avrebbero pagato, avremmo attivato iniziative di protesta eclatanti.
Ci risulta che stanno iniziando a pagare, anche se, le notizie che ci giungono dalle varie aziende provinciali, ma anche da quella regionale, sono raffazzonate, imprecise, contraddittorie. Le aziende stesse, spesso, non sanno esattamente quello che sta succedendo, o ancora peggio, fanno finta di non saperlo!!! Stamattina a catania ci riferivano che i soldi erano in banca e che entro 24 ore sarebbero state nelle tasche di forestali, mentre contestualmente dall'azienda di palermo, ci dicevano che avevano bisogno di tutta questa settimana di tempo prima di liquidare.
In conclusione, abbiamo preso atto che qualcosa l'hanno pagata in provincia di trapani, qualcosa in provincia di palermo, qualcos'altra in provincia di catania. Cio' che hanno pagato, dovevrebbe corrispondere allo spipendio di novembre.
Egregi lavoratori forestali, quanto potete resistere ancora dentro questo manicomio criminale? Sappiate che gli unici che possono cambiare questo stato di cose siete voi e solo voi!!!!!! Se voi quando siete chiamati alla lotta rimanete a casa, non pensate che per lorsignori, significa, che in fondo vi sta bene come gestiscono il comparto?
Quando abbiamo organizzato l'autoconvocazione presso l'azienda regionale di palermo, volevamo fare una forzatura all'interno dell'azienda, per dare un segnale chiaro al presidente crocetta. Ma come dovevamo farla questa forzatura se anche quelli che ogni giorno buttano bombe a mon da facebook contro la cattiva gestione del comparto sono rimasti a casa? Se non vi rimboccate le maniche e lottate assieme a noi sappiate che non c'è nulla da fare. O meglio, vi tratteranno come vogliono con la compiacenza dei sindacati confederali che sono i cani da guardia dei voleri del potere ( infatti, abbaiano ma non mordono mai).
L'unica strada da percorrere è quella di far votare all'ars la nostra proposta di legge sulla stabilizza zione. In questa direzione, arrivano segnali importanti dalle dichiarazioni del presidente dell'ars ardizzone il quale dopo aver parlato a lungo con noi , oggi, parla di stabilizzazione.
In settimana l'on. Ardizzone ci dovrebbe dire da dove riparte la discussione sulla nostra proposta di legge. Intanto stamattina, abbiamo ripreso le interlocuzioni con i gruppi parlamentari per incontrare i capigruppo che ancora non abbiamo incontrato e a cui, dunque, non abbiamo potuto spiegare le ragioni della nostra proposta di legge sulla stabilizzazione.
Noi del sifus andiamo avanti, nonostante le grandi difficoltà e gli ostacoli che ci frappongono i nemici della stabilizzazione. Se voi vi decidete a darci una mano, possiamo iniziare a correre velocemente. La lotta paga!!!! Maurizio grosso

La lunga telenovela !

Cari amici e colleghi forestali, ogni giorno vengono comunicati su organi di stampa e mezzi di comunicazioni articoli e proclami da tanta gente o meglio da parte di sigle che si vantano di fare ciò che già altri in precedenza hanno meditatamente e scrupolosamente conquistato mediante lotta e impegno.Bisogna "dare a Cesare quel che è di Cesare".  Invece NO, devono magiarci anche loro nel piatto che ha apparecchiato qualche altro sindacato di base (Sifus) .Sono tutti bravi a vantarsi e farsi portavoce, di proposte per quanto riguarda i lavoratori forestali attivando fin da subito un'azione da parte del governo regionale. Si ripetono sempre le stesse cose, ormai le persone si sono stancate di questi articoli dei confederali provinciali che giornalmente a turno  propongono , dicono e parlano a vanvera, lo sanno anche i  bambini che il forestale può essere impiegato tutto l'anno in tante cose utili per la comunità, ma lo si deve pubblicare quotidianamente come se qualcuno ancora non ne sa niente, boohh! Ma fino ad oggi dove sono stati ??. Hanno guardato la telenovela di "Beautiful" perché l'incantesimo là fa da padrone, gli interessi purtroppo per qualcuno sono tanti ed è meglio guardarsi la TV che lottare in campo, non con comunicati e incontri che non servono a niente. Ma siccome agli operai non glie ne frega più di tanto, pensa coloro che devono prendersi la briga di mettersi a capo, pur essendo pagati, ad agire per conto dell'operaio. !! Guardiamo gli operai della Gesip dei Fincantieri, che sono (diciamo) pochi ma uniti, lottano per avere e hanno anche ottenuto qualcosa. L'unica cosa positiva è quella che la legge di stabilizzazione è conosciuta da tutti, anche da coloro che fanno finta di non saperne niente, ma  la musica è sempre la stessa, rispetto agli altri anni, stessi tempi, stessi problemi, ma possiamo solo prendercela con noi stessi, non con i confederali, ma sappiamo bene che possiamo fare molto di più tutti senza togliere nessuno ! Poi questo Presidente che non parla, dice solo che i forestali potrebbero......, ma quando !!??, caro Crocetta parla chiaro, il tempo passa e i c.....oni girano sempre di più ! la gente deve almeno avere le idee chiare su stipendi su come agire , quando, progetti e idee chiare, non basta andare in TV a parlare e dire se poi non si dà la mano ai forestali e si mettono in condizione di operare. Aspettiamo ancora...... sempre se qualche forestale si sveglia dal letargo. A presto     
                         Antonio David

Forestali: Documento per Crocetta


Allarme del Wwf sulle foreste liguri: legge regionale inadeguata


Liguria. “Ancora una scadente proposta di legge regionale, in campo ambientale (dopo la pletora di testi di deregulation in materia di cave, fauna selvatica, urbanistica, a cui si è assistito negli ultimi mesi), stavolta in materia di boschi e foreste”. Così il Wwf e le associazioni ambientaliste.
La IV Commissione del Consiglio Regionale sta concludendo l’esame – prima del passaggio in aula – del disegno di legge di Giunta n. 238, presentato dall’assessore Giovanni Barbagallo, di modifica della vigente legge regionale del 1999 in materia di foreste ed assetto idrogeologico.
Le associazioni ambientaliste WWF e Italia Nostra hanno presentato alla fine dello scorso anno, durante un’apposita audizione, una serie di rilievi critici al testo della Giunta regionale. “In particolare, tra l’altro, è stato fatto presente che non vanno limitate le possibilità di rimboschimenti compensativi, per interventi edilizi nei boschi; la Giunta esclude a priori che la trasformazione, anche con interventi urbanistico-edilizi, del bosco (quella sotto i 1.000 metri quadrati) sia assoggettabile ad una compensazione forestale; un decreto legislativo nazionale del 2001 prevede invece che in caso di trasformazione d’uso della superficie boscata deve essere compensata da rimboschimenti con specie autoctone, preferibilmente di provenienza locale, su terreni non boscati”.
La Regione preferisce che tale compensazione avvenga solo con indennizzi economici; per questo è necessario stabilire che la realizzazione di piste e strade forestali “non costituisca mutamento di destinazione d’uso” viola la normativa statale prevista dal Codice dei Beni culturali e del Paesaggio; è assurdo contemplare la possibilità di affidamento del patrimonio forestale di proprietà regionale anche ad imprese forestali private. Infatti il patrimonio forestale regionale deve assolvere a compiti di tutela della biodiversità, protezione dei beni naturali, difesa del suolo, fruizione controllata da parte della collettività, e tali obiettivi sembrano incompatibili con le esigenze di profitto di imprese private”.
Gli ambientalisti auspicano robusti corretti del testo della maggioranza, prima che approdi alla votazione in Consiglio regionale.

Vertenza forestali, mercoledì Caldoro a Roma per sbloccare 18 milioni di euro


Settimana decisiva quella appena cominciata per quanto riguarda la vertenza forestali. Stamane a Napoli è in programma un incontro tra il consigliere delegato all'Agricoltura della Regione Campania, onorevole Daniela Nugnes, con le tre sigle sindacali e successivamente con i vertici dell'Uncem regionale al fine di predisporre l'inizio dei lavori per una nuova governance della forestazione.

A parlarne è stata proprio l'onorevole Nugnes a margine dell'incontro svoltosi ad Avellino sul tema della valorizzazione della castagna.

«Siamo a buon punto – ha spiegato - . Mercoledì, come anticipato dallo stesso Presidente Caldoro, qui ad Avellino, abbiamo avuto i primi contatti di carattere sostanziale con il Ministero il quale ci ha chiesto di coadiuvarli nell'attività necessaria a predisporre l'atto definitivo. Abbiamo caricato tutti i progetti e tutte le schede così come previsto dalla procedura, e mercoledì mattina saremo a Roma e a brevissimo liquideremo i 18milioni di euro che ormai sono nelle casse regionali. E' sicuramente una situazione complicata, ma questa può rappresentare una boccata d'ossigeno per i forestali.
Per stamane, inoltre – ha proseguito Nugnes - , è in programma il primo tavolo con le organizzazioni sindacali per iniziare a ragionare sul futuro dei forestali che sicuramente saranno salvaguardati perché c'è interesse e volontà politica in tal senso. Ma è necessario riorganizzare il tutto. Quindi stamane è in programma un tavolo con Cgil, Cisl e Uil e in seguito un incontro con l'Uncem regionale al fine di predisporre l'inizio dei lavori per una nuova governance della forestazione. Non si può andare avanti in questo modo, i fatti sono sotto gli occhi di tutti - ha concluso - , ma non dobbiamo trovare colpevoli bensì soluzioni».

E il commissario straordinario della Provincia di Avellino, professor Raffaele Coppola, precisa: «Saremo in condizioni di anticipare le somme appena le buone notizie della Regione diventeranno realtà anche per noi. Siamo tutti in attesa. L'onorevole Nugnes mi ha assicurato che nel giro di pochi giorni saranno in grado di trasferirci un documento con il quale certificheranno la disponibilità delle somme, autorizzando la loro utilizzazione e anche l'anticipazione».

Il Made in Sicily a Stoccolma e Copenaghen


Dopo il successo ottenuto ad Oslo, anche Stoccolma e Copenaghen, si preparano ad accogliere il Wine of Sicily Tasting, promosso dall’IRVOS a sostegno dell’export del vino siciliano di qualità e che, in meno di un mese, sta coinvolgendo le più importanti città scandinave. Con un fitto programma di incontri, seminari e degustazioni, Michele Shah – consulente per il programma di internazionalizzazione dell’Ente – intende sviluppare “un’azione di promozione e conoscenza delle migliori produzioni della Sicilia ad una platea selezionata di buyer, operatori, giornalisti e winelovers”, il 26 febbraio all’Hotel Hilton Slussen di Stoccolma per poi spostarsi a Copenaghen, il 28 febbraio, presso il Radisson Blu Royal Hotel.
In entrambe le tappe due seminari per approfondire e conoscere meglio la realtà vitivinicola siciliana: il primo incontro sarà dedicato al Nero d’Avola, ambasciatore e principe del rinascimento enologico della Sicilia nel mondo, e alle mille sfaccettature che questo assume nelle diverse zone di produzione dell’isola sia nella versione in purezza che in blend con altri vitigni. Il secondo seminario tratterà invece la ricchezza della produzione vinicola, dal Viognier al Perricone, e dei territori, una complessità ampelografica tale da potere definire la Sicilia come un continente. Una terra unica e irripetibile dove vitigni internazionali e varietà autoctone trovano, nella stessa misura, il luogo ideale per esprimersi al massimo.
I seminari saranno guidati dal giornalista danese, di stanza a Stoccolma, Thomas Ilkjaer, autore di numerosi contributi sul vino italiano nella stampa di settore dei principali paesi scandinavi (Danimarca, Norvegia e Svezia). Numerosi i riconoscimenti collezionati nella sua carriera: il “Premio della Promozione Italiana” nel 2011, conferitogli  dall’ambasciata italiana a Copenaghen per la lunga attività di promozione dei vini italiani in Danimarca, finalista al premio Gran Cru d’Italia come “The Best Young Foreing Journalist” per il 2008 e “Gran Maestro del Vino Italiano” nel 1997. Ai seminari seguiranno le degustazioni riservate agli operatori del settore, alla stampa, agli importatori e ai distributori e nella capitale danese ci sarà spazio anche per un walkaround tasting dedicato ai consumatori, in modo da potere avere un confronto diretto con i gusti e le aspettative del pubblico scandinavo.
“Anche nei Paesi del Nord Europa, la nostra cultura eno-gastronomica continua a generare attenzione e coinvolgimento da parte di consumatori informati – spiega Lucio Monte, responsabile dell’area tecnico-scientifica dell’IRVOS della Regione Siciliana – il nostro potenziale di crescita in questi mercati è più che significativo e dobbiamo saper investire al meglio risorse e investimenti. Noi siamo con le aziende, piccole e grandi che siano, purché si impegnino con qualità dei prodotti ed organizzazione imprenditoriale concentrata sull’export del vino siciliano. Abbiamo fatto molta strada ma, ancora, dobbiamo farne per raggiungere un dato soddisfacente. Negli ultimi tre anni – conclude Monte – il nostro export e più che raddoppiato. Questo ci conferma il valore di una strategia di internazionalizzazione condivisa e fatta propria dal tessuto produttivo della nostra isola”.
Le aziende presenti alla prima tappa di Stoccolma, il 26 febbraio, saranno: Barone Montalto, Benanti, Brugnano, Cantine de Gregorio, Caruso&Minini, Castellucci Miano, Curto, Donna di Coppe,  Duca di Salaparuta, Feudo Rudinì, Limonio, Maurigi,  Azienda Agricola Montalbano, Nicosia, Azienda Agricola Paolo Cali’, Planeta, Azienda Vinicola Puleo, Settesoli, Spadafora, Azienda Agricola Vasari, Valle dell’Acate, Viticultori Associati Canicattì.
Il 28 febbraio, a Copenaghen, le aziende che rappresenteranno l’eccellenza vitivinicola siciliana saranno:Alagna, Barone Montalto, Benanti, Brugnano, Cantine de Gregorio, Caruso&Minini, Castellucci Miano, Curto, Donna di Coppe, Feudo Rudinì, Florio, Limonio, Morgante, Maurigi, Azienda Agricola Paolo Calì, Passopisciaro, Azienda Agricola Puleo, Planeta, Settesoli, Spadafora, Tenuta Scilio, Terre Nere, Azienda Agricola Vasari, Viticultori Associati Canicattì.

JEANS E SILENZI: I GRILLINI SICILIANI VOLANO A ROMA


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Cortesi, ma decisi. Tranquilli, ma pronti e reattivi. Incursione romana per i grillini. Lo staff di coordinamento che dovrà stabilire un rapporto tra gruppo, parlamentari e direzione del Partito, comincia a fare le prime prove. Non ancora quelle generali, ma certamente, siamo sulla buona strada.
I primi ad arrivare in un albergo nel centro della capitale sono i siciliani Fabrizio Bocchino, Francesco Campanella e Azzurra Cancelleri. ‘Come si svolgera’ l’incontro? Non ve lo possiamo dire’, rispondono con gentilezza.
Provenienti da tutta Italia si sono organizzati ognuno alla sua maniera per raggiungere Roma. ‘Io sono venuta in aereo anche se sono contro l’aereo perché inquina troppo. Ma costava meno del treno’, dice Laura Castelli, 26 anni, giunta da Torino.
Abbigliamento informale, jeans o tuta, zainetti con il logo del Movimento a sostituire le valigie. Così si presentano i neo-eletti. In queste giornate romane dovranno decidere la linea da tenere in Aula, ma anche conoscersi e iniziare a organizzarsi per la vita da parlamentari.

AGRICOLTURA, CARTABELLOTTA RILANCIA: 'CONTRATTO TRA REGIONE E TERRITORIO'


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La Regione in ascolto. L’assessore alle Risorse agricole, Dario Cartabellotta, da tecnico che conosce valore e difficoltà del settore, punta a cambiare metodo, provando a dettare nuove regole di lavoro. Nel dialogo con il territorio, si può trovare il cardine del progetto dell’assessore. “Proporremo un contratto tra amministrazione e territorio, puntando, ad una fusione virtuosa tra le diverse culture agricole ed alimentari”. Cartabellotta cita poi Gesulado Bufalino: “La Sicilia è una, ma sono tante, occorre quindi differenziare le politiche senza scivolare nel campanile”.
L’agricoltura non procederà più ad una cessione di sovranità nei confronti dell’industria e degli altri settori, si punterà pertanto alla valorizzazioni delle radici della Sicilia. Verrà inoltre sviluppato unfondo unico di agevolazione al credito che fornisca le garanzia in materia che in passato non ci sono state nel settore. La fase di preparazione alla programmazione dei fondi europei, si caratterizza per un sistema di governance a più livelli. Cartabellotta, poi, fa un riferimento alla vicenda del novellame: “Mi sembra grottesca, noi avevamo fatto tutto quello che dovevamo”. Verranno, infine, presentati due disegni di legge tra loro collegati su biodiversità e tutela della risorsa genetica.
Arriva sulla iniziativa del governo il plauso dell’onorevole Nello Dipasquale: “Esprimiamo apprezzamento e condivisione per iniziative come questa, che valorizzano congiuntamente il territorio e le proprie specificità”.

Disoccupazione-Disperazione, instabilità politica. Il pericolo sociale che nessuno capisce


Pericolo sociale. Secondo l'ultima rilevazione ISTAT, in Sicilia un giovane su due è disoccupato. La Sicilia è al penultimo posto tra le regioni Italiane con il più alto tasso di disoccupazione. Peggio di noi, “si fa per dire” fa solo la Calabria. A ciò si aggiunge il dato europeo in cui è l'Italia intera ad essere al penultimo posto, appena prima della Spagna. Nella nostra isola, il tasso di disoccupazione per gli uomini è arrivato al 17, 5% per le donne oltre il 20%. Una situazione drammatica superata di poco solo dai dati risalenti a 21 anni fa. Si, il paese si trova, “per una strana coincidenza” nelle stesse condizioni del 1992, periodo passato alla storia per le drammatiche stragi Falcone e Borsellino e per i numerosi attentati destabilizzanti.... Ma la strana coincidenza non è solo questa, infatti anche nel 92 eravamo senza un governo e con un Presidente della Repubblica da eleggere. La domanda da porsi è se si sta veramente capendo il pericolo sociale che tutti noi stiamo correndo. Instabilità e ingovernabilità sono solo parole o elementi capaci di generare effetti reali sulla ricomposizione democratica di un paese. I poteri forti, occulti, latenti all'interno del tessuto sociale in Italia sono sempre esistiti ed anno sempre manifestato i propri effetti al momento giusto. Il momento che sta attraversando il nostro paese è certamente uno di quelli. Propizio per chi dall'instabilità vuole generale una nuova stabilità a propria immagine e interesse. Un'occasione, forse non del tutto casuale, che qualcuno potrebbe non farsi sfuggire. Con un giornalista che stimo e di profonda conoscenza della storia di questo paese, qualche giorno fa si ragionava sullo stato dell'arte, e insieme si concordava sulla situazione di estremo pericolo in cui si sta vivendo. Lo stesso mi faceva riflettere su una profonda verità: “ in alcuni periodi storici, come questo” mi diceva “io non leggo più le prime notizie dei giornali... ma le seconde. Sono queste che, per chi le sa interpretare in un quadro più generale, ti dicono la verità e permettono di comporre lo scenario complessivo”.

Bhe quali sono le seconde notizie.... L'aver trascinato nella bufera la FinMeccanica, ossatura produttiva italiana, azzerandone la dirigenza, aver bloccato l'Ilva di Taranto che da sola fa un paio di punti di PiL nazionale, far scoppiare il caso bancario Monte dei Paschi, la più antica banca Italiana, ecc. ecc. Ma guarda bene, su questa logica d'analisi, anche quelle che appaio le terze e le quarte notizie possono essere utili a farsi un quadro. La relazione dei nostri servizi segreti che lanciano un allerta sul pericolo di forti tensioni sociali, per arrivare ad una semplice rapina ad un furgone porta valori a Roma che lascia a terra morto uno dei rapinatori, che però, poi si scopre non essere un delinquente comune ma un personaggio di spicco delle ex brigate rosse, così come, per tornare a casa nostra, un paio di omicidi di mafia sia a Palermo che in altre città partenopee, dopo anni che non si ammazzava per le strade alla vecchia maniera. E non per ultimo, le strane e improvvise dimissioni del Papa, secondo caso nell'intera storia della chiesa. Tutto questo e tanto altro, sono solo coincidenze? O i poteri forti legali e illegali si stanno riorganizzando? Quale sarà il prezzo che dovremo pagare per questa “riorganizzazione”..

Maltrattano un cavallo per scommesse: due denunciati


Gli agenti hanno sorpreso i due mentre frustavano un cavallo che trainava un carro carico di decine di sacchi di pietre, in contrada Inserra


PALERMO. La polizia ha denunciato a Palermo due uomini di 32 anni e 73 anni, accusati di maltrattamento di animale e scommesse clandestine. Gli agenti hanno sorpreso i due mentre frustavano un cavallo che trainava un carro carico di decine di sacchi di pietre, in contrada Inserra.

Aligrup: a ore la sentenza Lavoratori in piazza a Catania


Aligrup 4 marzo
Sono duecento dipendenti che in questo momento stanno presidiando piazza Giovanni Verga a Catania (nella foto) in attesa del pronunciamento del tribunale.  Una giornata decisiva, dunque, non soltanto per il proseguimento delle trattative sul processo di acquisizione dei punti vendita ma anche  per lo sblocco delle somme per il pagamento degli stipendi dei lavoratori. 
In pratica ad oggi, le somme versate dai creditori di Aligrup sono vincolate a favore del concordato preventivo: “Se il tribunale dovesse dare parere positivo – ha dichiarato a BlogSicilia Paolo Magrì della Cisal Terziario –  per tutti i dipendenti sarebbe una boccata d’ossigeno, perchè le somme vincolate a favore del concordato preventivo verrebbero sbloccate grazie alla nomina di un curatore giudiziario.”
Le spettanze dei dipendenti tutti in cassa integrazione e mai percepita, sono ferme alla prima tranche di novembre. I lavoratori che hanno assicurato il posto di lavoro sono solo 350. Si parla di tutti coloro che rientrano nel bacino dei punti vendita acquisiti da Re Leone, cinque acquisiti da Conad, che si aggiungono ai precedenti cinque acquisiti dal Gruppo Arena, Spm e Carrefour per un totale di 350 lavoratori già ricollocati. Resta oscuro il futuro soprattutto per gli ex impiegati degli uffici, circa 200 lavoratori, mai coinvolti in nessuna trattativa.
Facendo una panoramica generale sul territorio siciliano, dalla provincia di Palermo a Catania, sono più di 1200 i lavoratori non inclusi in nessuna trattativa. Ventitrè i punti vendita che hanno chiuso ufficialmente i battenti il 3 febbraio scorso.
Intanto, si attendono risposte dalle istituzioni. Senza stipendio da cinque mesi, senza cassa integrazione promessa e mai arrivata: “Cosa fa il Ministero – dichiara un lavoratore – dorme? Siamo anche abbandonati dalla politica”.

Senza stipendio da 15 mesi Protestano i dipendenti Cnos


Cnos_FapProtestano a Palermo i dipendenti del Centro nazionale opere salesiane (Cnos), uno degli enti della formazione professionale. Oggi hanno attuato una giornata di sciopero regionale e sono scesi in piazza nel capoluogo siciliano, davanti alla sede del Cnos  in via Evangelista Di Blasi.
Logo blogsicilia.itI lavoratori sono senza stipendio da 15 mesi e hanno annunciato un’altra giornata di scioperoper l’11 marzo con manifestazione regionale a Catania.

I primi consulenti di Rosario Crocetta


Rosario Crocetta
Prime nomine per Rosario Crocetta. Il governatore siciliano ha firmato incarichi di consulenza all’imprenditore Antonello Pezzini e ai professori Rosario Lanzafame e Salvatore Lupo.
I tre sono stati indicati come componenti della cabina di regia ‘per le attività di programmazione delle risorse provenienti dalle dotazioni del Po Fesr Sicilia 2007/2013′ e ‘per il supporto e coordinamento delle attività progettuali degli enti aderenti all’iniziativa Patto dei sindaci’.
Il contratto di lavoro è di due mesi, dal primo marzo al 30 aprile. Il compenso lordo per ognuno è di 4.131,66 euro.

Province, l'annuncio di Crocetta 'Oggi saranno abolite dalla giunta'


Province, l'annuncio di Crocetta "Oggi saranno abolite dalla giunta"Il governatore ha riunito la giunta per questa sera: all'ordine del giorno l'abolizione delle Province, che da giorni fa discutere e anima il dibattito all'Ars. Polemico il presidente Giovanni Avanti: "Solo proclami quotidiani"


Si riunira' questa sera la giunta regionale siciliana, guidata dal presidente Rosario Crocetta, per varare l'abolizione delle Province. La mossa a sorpresa e' arrivata ieri dal Governatore che ha annunciato l'accelerazione della riforma. Crocetta pensa alla creazione di liberi consorzi. Una mossa che ha sorpreso anche l'alleato principale, l'Udc, che non e' stato avvertito dell'accelerazione. 

Sabato il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, aveva sollecitato un intervento in questa direzione: "Stop alle Province, inutili stipendifici" il messaggio che tra un attacco a Vendola e uno al possibile governissimo con Pd e Pdl, aveva messo al centro del dibattito il tema dell'abolizione delle Province siciliane retwittando un post di Matteo Mangiacavallo, deputato all'Ars di M5S. 

E se i grillini puntano i piedi per cancellare i nove enti e istituire i liberi consorzi "che non incidono su spesa pubblica e tasche dei cittadini", oggi il Pdl, in occasione del bilancio del voto che farà Alfano a Palermo, lancerà la sua campagna per far votare per i Comuni e le Province a fine maggio "anziché rimandare a data da destinarsi. Si risparmierebbero 12 milioni. Siamo pronti alle barricate". Il Consiglio provinciale di Palermo ha chiesto ieri una riforma delle Province "entro autunno" e non fra un anno come vorrebbe Crocetta. Le nove Province siciliane costano oltre 700 milioni di euro all'anno.

Ma quali sono i costi di questi enti cosiddetti intermedi? Le Province siciliane sono nove colossi che costano 700 milioni di euro all'anno. Presidenti, assessori e consiglieri formano un esercito di 350 unità che percepiscono ricche indennità: il presidente della Provincia di Palermo, per esempio, incassa un mensile di 8.459 euro, il vice 6.334 mentre gli assessori prendono 5.948 euro e i consiglieri poco più di 2.500 euro. Inoltre lo Stato spende per le Province siciliane 295 milioni, il trasferimento più imponente in Italia. Il personale rappresenta quasi il 50 per cento della spesa corrente per un totale di 244 milioni annui, secondo i dati Istat del 2009. Tra il 2007 e il 2010 ogni siciliani ha pagato di tasse destinate alle Province 60,93 euro. Ammonta  a oltre 4 milioni la spesa sostenuta per i trecento e passa consulenti contrattualizzati nel 2011.

Replica il presidente delal Provincia di Palermo Giovanni Avanti: "Sulla riforma della Province il Presidente della Regione prosegue nel suoi proclami quotidiani, cambiando posizione in continuazione. Siamo di fronte ad una manovra puramente demagogica".

Le foreste russe in bilico


Le foreste russe in bilicoIl WWF Russia ha lanciato nel 2013 una petizione per la protezione delle foreste, puntando a ottenere la firma di oltre 100.000 cittadini russi. L'obiettivo è una legge che torni a proteggere le foreste, che le recenti modifiche del codice forestale hanno aperto allo sfruttamento industriale indiscriminato, anche in molte aree protette. Se la petizione avrà successo, sarà in grado di proteggere un'area grande il doppio della Francia, mettendo sotto protezione il 18 per cento delle foreste del paese.
"Le risorse forestali della Russia sono già esaurita, a causa di un eccessivo sfruttamento nel periodo sovietico, e del taglio illegale degli ultimi decenni. Negli ultimi 150 non è cambiata la metodologia nel decidere la quantità di legname da prelevare delle foreste. Questo ha portato le compagnie del legno a cercare sempre nuove foreste per lo sfruttamento commerciale ", spiega Konstantin Kobyakov, del WWF Russia.
"Le recenti modifiche alla legge fanno di queste aree un obiettivo primario per le compagnie del legno", ha aggiunto.
Le foreste da proteggere coprono 17 diverse categorie, tra cui zone umide, boschi che assicurano prodotti non legnosi (funghi, bacche, noci), le foreste montane, le foreste boreali di tundra, le zone verdi, i parchi, le foreste urbane e zone di riproduzione delle fauna e di deposizione delle uova.
Aree forestali situate sulla riva di fiumi, torrenti, laghi o mari, così come le zone verdi attorno alle grandi città, dovrebbero rientrare nella definizione di "boschi soggetti a protezione ' .
Queste foreste servono a proteggere i bacini idrogeologici, a fornire acqua potabile, ad assicurare la fertilità del suolo, a stabilizzare il clima, a pulire l'aria, così come a fornire cibo alla fauna selvatica (frutti di bosco, funghi e noci). Queste aree avranno anche un a funzione ricreativa per gli abitanti delle grandi città, e di reddito sussidiario per le famiglie delle aree rurali.
Il WWF ritiene che le foreste in grado di assicurare preziosi servizi non possono essere sacrificate allo sfruttamento industriale: "Per 70 anni di queste foreste ci hanno protetto. Ora è giunto il momento di proteggerle. Per questo la legge forestale deve tornare a vietarne lo sfruttamento industriale", ha aggiunto Kobyakov.

Pesca del novellame, Sicilia con carte in regola


Sulla pesca del novellame la Sicilia scopre di avere le carte in regola. Solo l’ottusità di certa scienza e un modo strumentale e meschino di difendere l’ambiente marino da parte di pseudo ambientalisti poteva costruire un castello di sabbia pur di ostacolare una pesca antica. Vediamo di capirne di più.
E’ stata la caparbietà e la perseveranza del Governo regionale a far emergere alcune verità tenute nascoste da distratti amministratori. Infatti, dopo lo “stop” imposto dal Ministero alla Regione sulla pesca del novellame e il richiamo del Presidente della Regione, Rosario Crocetta, al Ministro delle Politiche agricole in materia di competenze statutarie sulla pesca in Sicilia, è stato convocato un vertice a Roma, a seguito del quale sono venute fuori tante verità sulla pesca del novellame.
Sulla vicenda il Governo della Regione, per il tramite dell’assessore regionale alla Risorse Agricole e Forestali, Dario Cartabellotta, ha scritto alla Commissione Europea una nota nella quale si rappresentano tutte le verità “portate a galla” nelle ultime 2 settimane di intenso lavoro e riscontri acquisiti. Ciò che impressiona è che non esistono ostacoli allo svolgimento, seppur in maniera regolamentata, della pesca speciale. Vediamo perché.
Il Piano di gestione nazionale è stato adottato in data 27 dicembre 2010 dal direttore generale della Pesca marittima e dell’acquacoltura del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Provvedimento che è stato pubblicato sulla G.U.R.I. del 14 gennaio 2011.
Il Piano individua un insieme di misure tendenti a tutelare la sostenibilità biologica, economica e sociale della cosiddetta “pesca speciale”. Si tratta della cattura del bianchetto, rossetto e cicerello. Attività che assume una particolare importanza per la Sicilia in cui viene esercitata da circa 250 imbarcazioni di piccole dimensioni.
La pesca del bianchetto in Sicilia, oltre a garantire l’unico reddito a un migliaio di pescatori, appartiene alla storia ed alla cultura gastronomica di diverse comunità locali. Infatti, nel libro verde sulla riforma della Politica comune della pesca si legge: “L’industria della pesca, in gran parte composta da piccole e medie imprese, svolge un ruolo importante per il tessuto sociale e l’identità culturale di numerose regioni costiere europee.
Da essa dipende il reddito di molte comunità costiere, che in alcuni casi dispongono di scarse possibilità di diversificazione economica. È quindi essenziale assicurare un futuro a quanti praticano la pesca artigianale, costiera e ricreativa, tenendo pienamente conto della situazione specifica delle piccole e medie imprese”.
Il provvedimento adottato dalla Regione siciliana volto ad autorizzare la pesca speciale mirava anche al raggiungimento delle finalità previste dal libro verde oltre che al sostentamento di un’intera economia che gira intorno a questa particolare tipologia di pesca. Decisione che risulta, peraltro, essere suffragata da dati scientifici che però venivano tenuti chiusi nel cassetto. Chissà perché? Per favorire chi? Ma vediamo di conoscere il contenuto degli studi specifici.
Per quanto concerne la valutazione dello stato dello stock degli adulti di sardina nel piano integrale si riportano i risultati suddivisi per fascia marittima.
Nella Sicilia Tirrenica (GSA 10) è stabilito che: “Questa analisi, seppur preliminare mostra una situazione dello stock non critica, e quindi non tale da precludere un prelievo controllato e ben regolamentato di una parte del novellame”.
Mentre per la Sicilia Meridionale (GSA 16) si legge nello studio effettuato che: “Il suggerimento gestionale proposto e accettato in sede SAC-GFCM è stato di non aumentare lo sforzo di pesca sulla sardina e, nel caso si autorizzi la pesca del novellame di sardina, che tale autorizzazione sia confinata ai mesi invernali e non si estenda oltre marzo”.
Poi c’è la fascia marittima della Sicilia Ionica (GSA 19): “L’insieme delle informazioni disponibili sullo standing stock non mostrano che lo stock di Sardina della GSA 19 si trovi in condizioni critiche tali da giustificare la non concessione della deroga per la pesca del bianchetto”.
Come si può evincere nessun diniego in linea di principio. Eppure le polemiche quando si tratta dei pescatori non mancano mai. Come se fossero dei criminali. La verità è che sulle loro disgrazie speculano pseudo sportivi dal pallino per le ruberie in mare.
Sempre dall’attenta lettura del piano ci si accorge come vengano, per esempio, prescritti tutti gli elementi necessari alla salvaguardia dell’ambiente. Il riferimento è, in particolare, alle quantità di prelievo ammesso per imbarcazione, dei periodi di pesca e del rispetto dei fondali marini, poiché gli attrezzi di pesca non devono toccare gli stessi durante le operazioni di pesca.
Occorre precisare che, il piano di gestione nazionale è frutto di un’interlocuzione tra la Commissione Europea e il ministero delle Risorse agricole e forestali, di cui si l’amministrazione regionale è venuta a conoscenza nelle ultime 2 settimane. Strano davvero. Lo stesso Governo regionale ha voluto vederci chiaro.
La nota della Commissione Europea del 22 giugno 2010 evidenziava criticità riscontrate in una prima bozza del piano, superate poi nella seduta plenaria dell’organismo scientifico europeo, riunitosi a Bruxelles nei giorni 8, 9 e 10 novembre 2010.
Le criticità iniziali sono state, quindi, superate, stante che il direttore generale della Pesca marittima e dell’acquacoltura del Ministero al ramo, in data 27 dicembre 2010, ha adottato il Piano di gestione Nazionale pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 14 gennaio 2011.
Chiara, a questo punto la posizione del presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, e del suo assessore alla pesca, Dario Cartabellotta, in merito all’autorizzazione alla cattura del bianchetto. Posizione giustificata dalla incomprensibile nota del Direttore Generale del MIPAAF con la quale si consiglia alla Regione siciliana l’immediato ritiro del provvedimento perché ritenuto illegittimo per la carenza dell’adozione da parte del ministero del piano nazionale.
L’assessore Cartabellotta basito e con tono polemico ha fatto sapere sulla vicenda: “Ma il decreto del Direttore Generale della Pesca marittima e dell’acquacoltura del ministero al ramo, in data 27 dicembre 2010 che cosa era?”
Nella nota trasmessa all’Unione Europea Cartabellotta stigmatizza l’assenza di comunicazione sull’esito del Piano di gestione nazionale e ritenendo strano e preoccupante il tempo trascorso, pari a 2 anni, che palesemente confligge con la certezza del diritto. L’assessore ha chiesto, inoltre, di conoscere le valutazioni dell’Unione europea precisando che trascorsi 15 giorni sarà ritenuto legittimo il decreto del direttore generale della Pesca marittima e dell’acquacoltura del Ministero delle Risorse agricole e forestali in data 27 dicembre 2010 pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 14 gennaio 2011.
Una vicenda che finalmente vede il nostro Governo regionale assumere una chiara e legittima difesa dei pescatori siciliani.

Formazione, serve un vero segnale di cambiamento


E’ inutile giraci attorno: la formazione professionale, in Sicilia, è di nuovo bloccata. La nomina della giovane Nelli Scilabra alla guida di un assessorato complesso, difficile era sembrato un azzardo, non privo di speranze. Quatto mesi dopo le speranze hanno lasciato il posto alle delusioni.
Con molta probabilità, il problema non è l’assessore, ma il Partito che sta dietro a Nelli Scilabra: il Pd. Dal 2010 il Partito democratico siciliano gestisce questo settore. Con convinzione e caparbietà. Ma con risultati deludenti, se non scadenti.
In queste ore i vertici siciliani del Pd si interrogano sul perché, pur controllando da oltre tre anni un settore pieno di soldi, sono riusciti a perdere 200 mila voti alle elezioni regionali (rispetto al 2008) dello scorso ottobre e 250 mila voti alle recenti elezioni politiche (rispetto alle politiche del 2008). 
Eppure hanno avuto in mano tutto: l’assessore e, fino a quando è stato presidente della Regione Raffaele Lombardo, anche il dirigente generale nella persona di Ludovico Albert.
In coppia, gli ex comunisti del Pd e la Cisl hanno cercato di fare terra bruciata attorno a loro. Per accaparrarsi tutto quello che hanno potuto acchiappare. Fregandosene del fatto che le retribuzioni di 10 mila lavoratori sono rimaste ‘congelate’. Cinismo a ventiquattro carati.
Per non parlare dei licenziamenti e della mobilità. O delle assunzioni illegittime ‘pilotate’ dopo il 2008, in barba alla legge. Assunzioni che sono diventate ‘elettorali’ in tempo di elezioni.
Per sfuggire alla rendicontazione di Bruxelles si sono inventati la ‘sponda romana’: far confluire buona parte delle risorse del Fondo sociale europeo al Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica. Soldi che sarebbero tornati in Sicilia‘mansi’ (cioè senza bisogno di spiegare a Bruxelles come spenderli).
Solo che nel frattempo a Palazzo d’Orleans si è insediato Rosario Crocetta. Che ha mandato a casa, non senza buone ragioni, il signor Ludovico Albert, il ‘giurista’ piemontese che pensava di travolgere le leggi regionali con provvedimenti amministrativi,
Il Pd è riuscito comunque a mantenere la guida dell’assessorato alla Formazione professionale. E a non far nominare un nuovo dirigente generale del settore (il ruolo viene svolto, non senza la grande confusione tipica del personaggio, dalla dottoressa Anna Rosa Corsello). Mentre la Cisl è riuscita a non far venir fuori le magagne dello Ial.
In tutto questo è arrivata – almeno per alcuni – la ‘rotazione’ del personale. Caos su caos. E anche, a quanto si racconta, la ‘trasmigrazione’ di faldoni su strani camion, come abbiamo raccontato la scorsa settimana.
Il risultato è che la confusione, in questo settore, regna sovrana. E a pagare, come sempre, sono i lavoratori. E gli Enti. Cioè il sistema che la politica dovrebbe amministrare.
Ma la politica, nella formazione professionale siciliana , è essa stessa parte in causa, visto che controlla buona parte degli Enti. Quel conflitto di interessi che il Governo Crocetta avrebbe dovuto eliminare è ancora in piedi.
Una commistione ‘incestuosa’ che, come già ricordato, fa perdere consenso a chi in tali incesti sguazza: il Pd. Non sarebbe il caso che i politici del Partito democratico siciliano tornino a fare politica, lasciando in pace un settore che, in poco più di tre anni, hanno quasi distrutto?
A maggio dovrebbe partire la seconda annualità dell’Avviso 20. Ma negli uffici del dipartimento della Formazione professionale c’è il vuoto. Forse mancano i soldi? O c’è dell’altro?
Sappiamo che il presidente della Regione, Crocetta, è intenzionato ad imprimere una svolta alla gestione di questo settore. Puntando sulla vera discontinuità con la dissennata gestione degli ultimi tre anni.
A questo punto, vorremmo dare un sommesso consiglio al governatore. In attesa della nomina del nuovo assessore e del nuovo dirigente generale – meglio se contestualmente con tali nomine -istituisca il tavolo tecnico con gli Enti e con le organizzazioni sindacali per avviare la riforma del settore.

Crocetta strizza l’occhio ai grillini: 'Via le Province e reddito minimo'


Crocetta-Cancelleri-620x300Crocetta strizza l’occhio ai grillini. Il governatore siciliano sceglie la platea televisiva della trasmissione L’Arena di Massimo Giletti su Raiuno per annunciare  che la giunta regionale approverà oggi un disegno di legge per l’abolizione delle Province. “La Sicilia sarà la prima regione a tagliare gli enti – ha detto Crocetta – dando spazio ai liberi consorzi di Comuni”. Con i fondi risparmiati, ha spiegato, il presidente della Regione si darà vita a un fondo per attivare il reddito minino di cittadinanza.
Sia l’abolizione delle Province che l’introduzione del reddito minimo di cittadinanza sono due cavalli di battaglia del Movimento Cinque Stelle. Per il deputato regionale Nello Musumeci, Crocetta cambia troppo spesso opinione.
Logo blogsicilia.itLe parole di Crocetta hanno provocato una serie di reazioni. Polemico Nello Musumeci che attacca il governatore sottolineando che il governatore “in tre mesi ha cambiato idea quattro volte sulle Province”. “Ormai è chiaro – ha aggiunto l’esponente de La Destra – il governatore della Sicilia è inaffidabile, parla sotto ricatto, con la pistola alla tempia, puntata dai ‘grillini’. Fa bene il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, a rivendicare al parlamento il diritto di decidere sulla sorte degli enti intermedi. Il mio gruppo – ha ricordato Musumeci – è stato il primo a presentare un ddl di riordino delle Province: maggiori compiti (decentrandoli dalla Regione), riduzione di consiglieri e assessori e tagli alle loro indennità. Se ne discuta in aula, senza comode scorciatoie per un governo pavido e in ostaggio”.
“Sulla riforma della Province il presidente della Regione prosegue nel suoi proclami quotidiani, cambiando posizione in continuazione”, ha commentato Giovanni Avanti, presidente della Provincia regionale di Palermo e dell’Unione regionale delle Province siciliane. Polemico anche il deputato regionale del Pdl, Nino D’Asero che afferma: “Presidente Crocetta, la campagna elettorale è finita e non servono a nulla i proclami. E’ arrivato il momento dei fatti che ancora purtroppo non si sono visti’.

Forestali: ' O picciuli o sciopero ' !


Video completo: Crocetta da Giletti 3/3/2013

Video :Crocetta e Cancellieri da Giletti a difesa dei Siciliani

CROCETTA: 'SMANTELLO TUTTO, ORA FACCIO NOMI E COGNOMI…'


ASTINENZA E POLITICA; CROCETTA FA VOTO DI CASTITA', SE ELETTO
“Ma quale ‘cerchio magico’? Mi sembra fantascienza. Invece io sto smantellando un cerchio molto terrestre che sta dentro palazzo d’Orleans e non solo li’. Nei prossimi giorni faro’ anche nomi e cognomi”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, commentando quanto scritto da un quotidiano che parla di ‘mappa del potere’ di Crocetta, ma soprattutto di un ‘cerchio magico’ di cui farebbero parte la sua segretaria particolare, Michela Stancheris, il segretario generale Patrizia Monterosso, l’assessore all’energia Nicolo’ Marino e il deputato Antonio Malafarina.
“Si sono dimenticati di inserire anche l’assessore ai beni culturali Antonino Zichichi che ci aiuta a distruggere le galassie…”, prosegue Crocetta. E poi aggiunge: “Nello schema indicato a parte che non e’ stato azzeccato neanche un nome, mi sembra che ci si muova in un mondo scritto dai romanzi di Isaac Asimov, dove esistono i cerchi magici che controllano persino il pensiero delle persone”.
E aggiunge con ironia: “naturalmente si sono dimenticati di dire che io da Bruxelles (dove Crocetta era deputato europeo, ndr) a Palermo sono arrivato col teletrasporto. Mi faccio una risata…”.

L'annuncio di Crocetta: 'Domani aboliremo le Province'


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"Domani aboliremo le Province. La Giunta approverà una proposta di legge, saremo la prima regione d'Italia che le abolira' per fare i liberi consorzi di Comuni". Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, partecipando su Rai1 all'Arena di Massimo Giletti.
Tema già affrontato più volte dal Governatore, che  nei giorni scorsi ha detto "Lo statuto già permette di farlo e su questa proposta (quella fatta dai grillini, ndr) noi faremo meglio di quanto abbia fatto il governo nazionale".

Ultimatum alle società regionali: tagli o vi denunciamo



Riscontrati «ritardi ingiustificati» nella liquidazione di una decina di aziende partecipate. Compensi troppo alti e assunzioni facili in un settore con oltre 7 mila dipendenti, che costa 220 milioni all’anno. L’aut aut dell’assessore Bianchi


PALERMO
. L'assessore regionale all'Economia è pronto a denunciare tutti. Nel mirino di Luca Bianchi sono finite le società partecipate dalla Regione: un settore che conta oltre 7 mila dipendenti per un costo di 220 milioni all'anno. I dirigenti che non hanno tagliato i compensi o hanno violato il blocco delle assunzioni, finiranno dritti sul tavolo della Corte dei Conti. Ma è caccia anche a sprechi e stipendi d'oro: il governo ha chiesto l'elenco del personale e delle rispettive indennità per valutare possibili danni all'erario. 
È l'ultima mossa del governo regionale per provare a sfondare il muro di gomma che circonda questa giungla di enti. «Abbiamo difficoltà a reperire i dati» ribadiscono dagli uffici. Tutti i numeri sul Giornale di Sicilia in edicola.

Ardizzone sui forestali !


I Forestali aspettano ....

Rischio quote latte: le acrobazie della zootecnia


I funzionari Di Gangi, Barresi e Bursi
Di Gangi, Barresi e Bursi
COMUNICATO STAMPA DELL’ARAS – Le quote latte imposte dalla Comunità Europea, concepite per allevamenti in territori e Paesi con condizioni zooeconomiche e ambientali molto diverse da quelle della Sicilia, da anni costituisce una vessazione per gli allevatori isolani che si arrabbattano per non cadere nelle deficienze della legge. Alcune volte non è possibile rientrare nei requisiti per cause oggettive non dipendenti dalla volontà degli imprenditori i quali, per rimanere in linea con la produzione autorizzata, devono fare i salti mortali.
Per affrontare la questione il 14 febbraio l’Assessorato regionale Risorse agricole e alimentari, diretto dalla d.ssa Rosaria Barresi, ha convocato a Palermo il Tavolo tecnico sollecitato da alcune organizzazioni del settore al fine di cercare la soluzione da proporre all’AGEA che vigila sul rispetto delle quote latte per conto dell’UE.
“Difficile raggiungere gli equilibri produttivi con i vincoli imposti dalle quote latte”, segnala il direttore dell’Associazione regionale allevatori, Carmelo Meli. È un problema che va affrontato e risolto in casa, qui in Sicilia, considerato che attualmente non c’è un governo nazionale che se ne possa occupare. La Barresi, con i suoi funzionari Bursi e Di Gangi, ha assicurato di dare una mano agli allevatori, purché le istanze via via pervenute in Assessorato siano seriamente documentate.
Ma quali sono le cause principali che influenzano e riducono la produzione di latte nelle bovine e non permettono agli allevatori di rispettare gli equilibri imposti dalla norma? Le elenca un tecnico come il dr. Saro Petriglieri, esperto del CoRFiLaC e di Ragusa Latte:
- Alimentazione non equilibrata riduce la produzione di latte da -5 a -40%
- Problemi di fertilità, riconducibili sia a problemi alimentari che a problemi sanitari: da -10 a -50%
- Problemi sanitari “endemici” quali quelli provocati da emoparassiti: -10%
- Problemi podali: -15%
- Problemi legati alla qualità del latte (cellule somatiche oltre 200.000, impianti di mungitura inadeguati, tecniche di mungitura non appropriate): da -15 a -35%
La condizione ideale per un allevamento di bovine da latte è l’alimentazione sana e corretta, equilibrata e salubre, senza eccessi e difetti, esente da tossine varie, mungitura corretta, salubrità da malattie varie. La sua produzione può avvenire al 100%.
Per Petriglieri l’equilibrio che impone la legge sulle quote latte, di mantenere un livello produttivo ricadente nel range che va dall’85% al 100%, pena la perdita di quota nel primo caso o la multa nel secondo caso, non trova facile applicazione nel contesto reale delle produzioni siciliane.
Un insieme cumulativo delle problematiche esposte sopra comporta certamente delle difficoltà di difetto delle produzioni. Solo fenomeni compensativi possono permettere il corretto raggiungimento degli obiettivi produttivi. Troppo poco per chi opera nel settore. È dunque auspicabile che chi legifera avesse cognizione della materia trattata.
Anche la diminuita produzione di foraggi e di formaggi, il poco remunerativo prezzo del latte e l’aumento del prezzo dei mangini aggravano il problema. Difficile dunque dare in affitto le quote latte, diminuire la produzione, né mantenere la quantità dichiarata. Se a ciò si aggiungono i fattori sanitari e climatici imprevisti, è davvero difficile per gli allevatori mantenere il quorum autorizzato.
Una declaratoria per ogni provincia siciliana, secondo gli intervenuti delle organizzazioni di categoria, potrebbe individuare meglio le specifiche criticità del territorio e facilitare gli interventi in favore degli allevamenti colpiti. Questo è il risultato dell’accordo raggiunto dal Tavolo tecnico con i rappresentanti dei produttori. Ora la parola passerà al Governo regionale per l’approvazione di una deroga alla circolare voluta dai leghisti del Nord penalizzante gli allevatori siciliani.
Con un suo documento l’Assessorato, come ha promesso con grande sensibilità la d.ssa Barresi, annuncerà nei prossimi giorni l’intenzione di intervenire in aiuto delle aziende disagiate per salvare le quote latte o evitare le multe. Le modalità per rientrare negli aiuti saranno comunicate agli allevatori.
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