Visualizzazioni totali

iracusa, abusi sessuali in ospedale online petizione per tutela pazienti


Un’azione che vuole promuovere, a partire dalla rete, un cambiamento concreto, “perché le donne possano ricevere cure mediche al riparo da violenze e umiliazioni”. Quanto accaduto lo scorso 15 gennaio a Siracusa lo conferma. Perché contrariamente a quanto si possa – o forse si voglia far credere – le donne vengono sempre meno rispettate e tutelate, anche nelle corsie ospedaliere.
petizione contro violenza sessualeAll’ospedale Umberto I di Siracusa, il ginecologo 67enne arrestato tre settimane fa, era professionista noto e stimato.Miglia le donne visitate da lui nel corso della sua lunga carriera. Eppure, è bastata qualche segnalazione e controlli più accurati da parte delle forze dell’ordine per far scattare le manette ai suoi polsi: A.L è finito agli arresti domiciliari accusato dei reati di violenza sessuale continuata ed aggravata e di lesioni personali aggravate.
Il sanitario, secondo gli inquirenti, con atteggiamenti contrari all’esercizio dell’attività medica, avrebbe abusato di alcune donne sottoponendole a “pratiche invasive della sfera sessuale, non necessarie a fini diagnostici”.
Parlare di indignazione come conseguenza ad una notizia di questo tipo appare riduttivo.
Perché una donna che si rivolge a un medico per sottoporsi ad una visita, si ritrova vittima di un abuso sessuale?
E come è possibile che tutto questo sia accaduto in una struttura pubblica? Bisogna far sentire la propria voce, lottare per le donne, affinché siano “libere dalla paura e dagli affari”.
E’ questo il titolo della petizione online contro le violenze all’ospedale di Siracusa ideata da Paolo Messina, sociologo siracusano ed esperto di welfare sociale. Il testo di accompagnamento al documento, che in poche ora ha già raccolto oltre 220 adesioni, è stato inviato a Mario Zappia, direttore generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa. Una disamina lucida delle reali carenze di un reparto. Una fotografia dello stato di crisi in cui versa il servizio sanitario nazionale. Una situazione che ha portato molti a commentare: “In quell’ospedale non ci metto più piede” e che ha gettato luce anche su un sistema di corruzione e connivenze che lascia dedurre che forse la salute, da diritto, sta trasformandosi in privilegio. Sembrerebbe infatti, che alcuni medici in servizio presso l’Umberto I, abbiano ‘abbreviato’ i tempi di attesa di visita per alcuni pazienti dietro una qualche ricompensa.
Ecco il testo che accompagna la petizione:
“Il recente arresto di un ginecologo operante presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Umberto I di Siracusa con l’accusa di violenza sessuale e lesioni personali nei confronti di alcune utenti ha rafforzato tra le donne della città un clima di sfiducia e di insicurezza già da tempo diffuso circa la concreta possibilità di accedere a cure mediche adeguate, professionalmente ed umanamente, alla delicatezza delle questioni che un reparto di Ostetricia e Ginecologia affronta ogni giorno.
Cure che invece sembrano garantite presso quella struttura a chi stabilisca un rapporto preferenziale, dietro pagamento, con il personale medico.
E’ un dato di fatto che la qualità dei servizi sanitari erogati dalla struttura pubblica e il ricorso alle prestazioni professionali del personale medico che vi è impegnato siano tra di loro in relazione inversa: quanto più la qualità del servizio è scadente, tanto più chi vi deve accedere è indotto a sostenere costi ingenti per ottenere quella sicurezza che il Servizio Sanitario Nazionale dovrebbe garantire a tutti.
La scarsa dotazione di personale di genere femminile, in particolare di ostetriche ed infermiere qualificate sull’accoglienza a donne con specifiche esigenze (migranti, donne vittime di violenze, disabili), l’assenza di servizi di consulenza per la promozione del parto naturale e dell’allattamento al seno all’interno del reparto, la tendenza incontrastata a vincolare la prestazione di cure mediche al rapporto extramoenia con le utenti, sono tutti segnali della incuria in cui versa il reparto.
Alla luce di tutti questi dati e dell’ultima vicenda giudiziaria che ha interessato quel reparto, chiediamo un intervento, immediato, autorevole e risolutivo, da parte dei vertici dell’azienda sanitaria, che consenta di dissipare ogni dubbio sulla possibilità per le donne di rivolgersi a questa struttura per ottenere le migliori cure mediche, al riparo dal rischio di abusi, di violenze o umiliazioni.
Chiediamo che venga certificato e garantito il diritto all’integrità personale, alla sicurezza ed al rispetto delle diverse concezioni del corpo a tutte le donne che si recano in ospedale per ricevere cure mediche, soprattutto in occasione di un evento tanto delicato ed importante come il parto”.
In buona sostanza, scopo della petizione è chiedere “che venga inibita, da subito e cautelativamente, la possibilità per i dirigenti ed i medici che operano presso quel reparto di erogare qualunque prestazione professionale a pagamento: che venga avviato un audit mirante ad accertare il rispetto di parametri di qualità obiettivi ed il livello di soddisfazione dell’utenza di quel servizio; intraprendere le opportune azioni correttive”.
A fine del documento viene specificato: “Non si tratta, com’è evidente, di un’azione ostile nei confronti di nessuno bensì di un’iniziativa che tende a tutelare il bene comune della salute pubblica”.
La petizione online “Ospedale di Siracusa. LIBERE dalla paura e dagli affari” può essere firmata cliccando al linkhttp://www.change.org/it/petizioni/ospedale-di-siracusa-libere-dalla-paura-e-dagli-affari, disponibile sul sito www.change.org

Sequestrato e malmenato per una ragazza contesa a Troina

aggressione
Un giovane di Troina, R.G. di 29 anni, è stato sequestrato e malmenato per una ragazza contesa. I carabinieri hanno arrestato nella notte Nunzio Spanò, 30 anni, e Santo Musarrà, 22, entrambi di Bronte (Ct); Carmelo Falco, 26, nato a Nicosia ma residente a Troina (En).
I tre hanno chiamato al telefono il giovane con la scusa che erano rimasti in panne con la macchina. Il ragazzo ignaro dell’aggressione che stava per verificarsi li ha raggiunti, accompagnato da un amico, e i tre lo hanno costretto a salire in macchina, picchiandolo con calci e pugni. Il 29enne è stato poi condotto in un casolare abbandonato, nella campagne di Troina, dove il pestaggio è proseguito per un paio d’ore.
Alla fine, l’uomo è stato abbandonato su una strada nelle campagne di Troina. Intanto, l’amico aveva già dato l’allarme.
I carabinieri si sono messi sulle tracce dei tre, che sono successivamente stati rintracciati e arrestati.

Scandalo carne di cavallo: Nestlè ritira dall’Italia prodotti Buitoni


Logo blogsicilia.itSi allarga lo scandalo della carne di cavallo negli hamburger e nelle lasagne scoppiato in Gran Bretagna con alcuni prodotti di marchi storici di surgelati come Findus e Picard. La multinazionale svizzera Nestlè, la più grande azienda di prodotti alimentari del mondo, ha ritirato dai mercati di Italia e Spagna i “Ravioli di Brasato Buitoni” e “I Tortellini di Carne”. La decisione è stata presa che dai test effettuati sui tutti i prodotti della filiera sono emerse tracce di Dna di cavallo pari a poco più dell’1%.
ravioli tris
La notizia è stata pubblicata sul sito internet del Financial Times. Nestlè dopo avere informato le autorità italiane e spagnole rassicura: “Non ci sono problemi di sicurezza alimentare”. I prodotti ritirati saranno sostituiti con altri “che i test confermeranno essere al 100% di manzo”, aggiunge Nestlè in una nota, nella quale precisa che sono state sospese “tutte le consegne di prodotti finiti con manzo della tedesca H. J. Schypke, società che lavora per uno dei nostri fornitori”. Non più tardi di sette giorni fa, la Nestlè aveva dichiarato che i propri prodotti a base di manzo non contenevano nessuna traccia di carne da cavallo.
L’allarme è scattato a metà gennaio quando le autorità irlandesi hanno trovato carne di cavallo in hamburger di bovino distribuiti dai supermercati britannici Tesco. Dopo due settimane un altro caso: tracce di maiale sono state trovate nella carne halal destinata ai detenuti musulmani delle carceri inglesi. A quel punto, sul mercato sono aumentati i controlli e in quattro catene della grande distribuzione – Tesco, Iceland, Lidl, Aldi – sono stati trovati prodotti surgelati e pronti per il consumo – lasagne Findus, spaghetti alla bolognese e hamburger – realizzati con il 60 o il 100% di carne di cavallo, ma etichettata come bovina. Il fornitore dei marchi era la Comigel, azienda francese produttrice di piatti pronti.
La carne sarebbe arrivata da lontano, dopo una serie di passaggi di mano. Stando alla ricostruzione degli inquirenti, Comigel aveva acquistato la carne dal gruppo francese Spanghero che a sua volta l’aveva comprata da un intermediario cipriota che aveva avuto lo stock da un trader olandese che si era rivolto ai mattatoi romeni. La domanda di carne equina è in calo costante e fuori dai confini nazionali si acquista a basso costo. Con la crisi, poi, la macellazione dei cavalli in Europa è aumentata esponenzialmente: dai 2 mila equini abbattuti nel 2008 si è passati a più di 12 mila nel 2011. E il numero delle licenze per mattatoi ad hoc è quintuplicato. Solo in Italia, ha calcolato la Coldiretti, sono stati importati circa 30 milioni di chili di carne di cavallo, asino o mulo, prodotti in larga misura in Polonia. E un milione è la percentuale importata dalla Romania, il Paese al centro dello scandalo. Il problema non è comunque, fino ad ora, di salute, ma di tipo ideologico. Potrebbe ravvisarsi il reato di truffa dal momento che sull’etichetta non era segnalata la presenza di carne di cavallo. Inoltre,  se la carne di cavallo in Italia, Francia e Belgio è considerata di pregio, non va dimenticato che in molti Paesi d’Europa, comprese Irlanda e Gran Bretagna, il cavallo è molto amato e rispettato. In questi paesi, consumare, dunque, carne equina è considerato quasi un tabù.

Bonafede: Non abbandoneremo i lavoratori Gesip Rotazione per i dipendenti dell'assessorato

bonafede, fornero, gesip, ipab, regione, rotazione, PoliticaLive SiciliaPALERMO - La Regione non abbandonerà i lavoratori della Gesip. Ester Bonafede, assessore regionale al Lavoro e alla Famiglia, rassicura i dipendenti dell'azienda partecipata del Comune di Palermo. Ma l'assessore, intervistata da Livesicilia parla anche degli altri progetti, a partire dalla rotazione dei dipendenti dei due dipartimenti, Famiglia e Lavoro, che fanno capo al suo assessorato. Ancora prudenza sui tempi, ma l'assessore lascia intendere che non ci sarà molto da aspettare, e mette le mani avanti: “Nessuna minaccia ai dipendenti”. Nel mirino, poi, il caos delle ex opere pie, “che sono state sacche di privilegi” e sulle quali la Bonafede prepara una drastica stretta.

Assessore, cominciamo da un bilancio di questi primi mesi al governo. Su quali priorità si è concentrata?
“Ho cercato, come tutti in prima battuta, di affrontare il tema del bilancio. Le risorse finanziarie sono un elemento importante ed erano state sottomesse alla necessità della riduzione da un miliardo di euro che ci ha imposto un momento di meditazione profonda. Il tema principale è stato quello del lavoro, ma ci siamo occupati anche di altri settori strategici, come le politiche connesse all'assistenza sociosanitaria integrata. È in corso con l'assessore Borsellino un tavolo interassessoriale su queste politiche. Fin qui, nei risultati c'è stato un fallimento della legge 328. Questo accade per due motivi: anzi tutto perché i Comuni non sono abituati a fare sistema. E poi perché i Comuni non sono stati in grado di attivare gli strumenti di progettazione ed esecuzione di progetti complessi, che probabilmente abbisognano di risorse umane specializzate. Abbiamo recuperato tutte quelle risorse che erano state affidate a noi sull'assistenza integrata. Inoltre stiamo portando avanti un disegno di legge per le politiche dell'infanzia che permetterà di attivare percorsi virtuosi”.

Sul fronte del lavoro, abbiamo registrato notizie confortanti in merito alla cassa integrazione, ma non per la Gesip. Che prospettive ci sono per queste 1.800 persone?
“Durante l'ultimo quadrimestre del 2012 abbiamo preso in carico la questione della Gesip perché siamo consapevoli che la Regione siciliana non può non avere un ruolo nella soluzione di questi problemi. L'ente non ha natura privata e da nessun punto di vista si può inserire questi lavoratori tra i soggetti che hanno diritto alla cassa integrazione in deroga. Abbiamo adottato una misura eccezionale salvando quattro mesi, consapevoli che all'inizio dell'anno si sarebbero dovute approntare le misure necessarie per una soluzione definitiva. Nel mio recente incontro con il ministro Fornero abbiamo sottoscritto l'accordo tra ministero e Regione per la ripartizione della quota della cassa integrazione in deroga per il 2013. In quella sede ho riproposto il tema della Gesip. Il ministro Fornero mi ha semplicemente riferito che non poteva esprimersi in nessun modo perché nell'ultimo incontro che aveva avuto col sindaco di Palermo avevano assunto l'impegno di verificare a breve questo piano che lui avrebbe dovuto consegnarle e che lei invece non aveva ricevuto e del quale non aveva notizia”

Ha avuto modi di parlarne col sindaco di Palermo?
“Tutto questo è successo venerdì, tra sabato e domenica non ho sentito il sindaco ma è sicuro che lo chiamerò. È chiaro che è il Comune di Palermo a dover disporre dei rimedi ma dal punto di vista sociale ed etico certamente non possiamo non interessarci. Lo stesso presidente Crocetta ha assunto l'impegno di affrontare la questione”.

Il governo Crocetta ha già varato una serie di rotazioni di personale negli assessorati, suscitando anche più di una polemica. Procederà anche lei in tal senso nei due dipartimenti del suo assessorato?
“Il principio della rotazione è stato assunto in maniera collegiale ed è condiviso dalla giunta. Non è certo una misura punitiva. È giusto che ci sia una condivisione delle competenze ma anche una capacità di permutazione. Perché stupirsi della volontà di scardinare posizioni acquisite?

E in che tempi si procederà a questa rotazione alla Famiglia e al Lavoro?
“Per evitare che poi la Funzione pubblica non abbia come contenere il tutto, abbiamo deciso di calendarizzare queste rotazioni. Ma, ripeto, non devono sembrare una minaccia. Credo sia assolutamente salubre”.

Quali saranno i suoi prossimi provvedimenti?
“E' pronto per andare in giunta già alla prossima riunione il disegno di legge sulle strutture dell'infanzia, che prevede una riorganizzazione degli asili nido pubblici e privati. Introdurremo standard innovativi, che trasformeranno gli asili in luoghi dell'educazione e non solo in baby parking. Ci sono 128 milioni di risorse destinate per questo intervento. Ma stiamo lavorando anche ad altri ddl”.

Su quali temi?
“Uno, molto importante, riguarda le Ipab, cioè le ex opere pie. Sono 151 in Sicilia e sono state sacche di privilegi. Vogliamo evitare sperpero di denaro pubblico e adottare controlli più rigorosi. Prevederemo degli accorpamenti e la trasformazione di alcune Ipab in fondazioni di diritto privato. Parliamo di enti che dovrebbero svolgere attività importanti come accudire i disabili, e che invece sono spesso vuoti e accumulano milioni di debiti, pur disponendo di enormi patrimoni”.

Lavoro, lunedì di fuoco e traffico in tilt In piazza Gesip, Fincantieri e Forestale


Centinaia i manifestanti: sit-in a via Roma, davanti Palazzo d'Orleans e all'assessorato regionale al Bilancio


PALERMO - Lunedì di fuoco, a Palermo, sul fronte delle proteste: in piazza gli operai Gesip, quelli dei Cantieri navali, e gli operatori della Guardia Forestale.
GESIP - Circa un centinaio di operai della Gesip hanno manifestato davanti alla sede della Ragioneria generale del Comune di Palermo, in via Roma. I lavoratori chiedono informazioni sul trasferimento, da parte della Regione, di circa 10 milioni destinati alla società; secondo quanto riferiscono i sindacati i lavoratori avrebbero anche cercato di accedere nel palazzo per occuparlo. La circolazione in via Roma è stata momentaneamente chiusa al traffico per motivi di sicurezza dalla polizia municipale. Per presidiare la zona sono intervenute le forze dell'ordine. La protesta si è poi spostata davanti alla Prefettura, in via Cavour. E successivamente i lavoratori sono tornati davanti al Municipio e nella cancellata che circonda la fontana della Vergogna hanno steso degli indumenti. Secondo quanto riferiscono i sindacati, i lavoratori avrebbero avuto un colloquio telefonico con il Prefetto, al quale hanno manifestato di essere contrari alla progetto proposto dal Comune sulla vertenza, proponendo l'ipotesi di applicare ai 1.800 dipendenti della società i contratti di solidarietà. Sempre secondo quanto riferiscono i sindacati, il Prefetto avrebbe invitato i lavoratori alla calma e ad abbassare i toni della protesta, annunciando per domani alle 11 un incontro con i sindacati. Sempre per domani, i sindacati hanno organizzato una manifestazione. Il concentramento è previsto alle 9, in piazza Pretoria, poi il corteo dovrebbe prendere la strada di Palazzo D'Orleans, sede della presidenza della Regione.
FINCANTIERI - Dopo un sit-in davanti Palazzo d'Orleans, invece, i componenti della segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm, quelli della Rsu del Cantiere navale di Palermo hanno occupato gli uffici della presidenza della Regione. Lo ha reso noto la Fiom. I sindacalisti hanno annunciato che lasceranno il palazzo solo dopo che il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, avrà convocato un incontro sul rilancio del sito tra governo regionale, organizzazioni dei lavoratori e vertici di Fincantieri. Secondo i sindacati i carichi di lavoro per il 2013 sarebbero insufficienti a impiegare le maestranze: sarebbero circa 450 mila le ore di lavoro previste per quest'anno; circa 180 operai dello stabilimento Fincantieri su 504 sono in cassa integrazione.
FORESTALE - I lavoratori Forestale, che in circa cento hanno dato vita a un presidio davanti alla sede dell'assessorato regionale al Bilancio, chiedono il pagamento degli stipendi arretrati dei mesi di novembre e dicembre. Il sit-in è stato organizzato dai sindacati di Fai, Flai e Uila. Intanto, la protesta dei dipendenti della Gesip

Video: i Forestali all'assessorato al Bilancio

Tenta di dare fuoco alla moglie mentre dorme, arrestato

Tenta di dare fuoco alla moglie mentre dorme, arrestatoLa notte scorsa i militari della Stazione Carabinieri di Riposto, insieme a quelli del Radiomobile della Compagnia di Giarre, hanno tratto in arresto F.V., 50enne, ripostese, muratore di professione, ritenuto responsabile del tentato omicidio della propria consorte 49enne alla quale ha tentato di dare fuoco mentre dormiva nel proprio letto. Alle ore 02:00 circa, la donna, nel pieno del sonno, si è infatti sentita versare del liquido addosso; svegliatasi di soprassalto ha visto il marito con una bottiglia di plastica nella mano che la cospargeva con della benzina su tutto il corpo. La stessa ha subito realizzato che il marito fosse in preda ad un raptus di follia, dovuta alla sua morbosa gelosia. Già in altre occasioni la donna era stata vittima di violenze da parte del consorte, sempre causate dalle stesse motivazioni. 

L’uomo era solito picchiare la moglie con schiaffi e pugni, procurandole lesioni di vario genere, mai denunciate, però, a causa del timore di più gravi ritorsioni. In quest’ultimo e più grave episodio la malcapitata è riuscita a reagire e, dopo una breve colluttazione con il marito, a fuggire dall’abitazione rifugiandosi da una vicina. Da qui, la donna ha trovato il coraggio di chiamare i Carabinieri al 112. Immediatamente è giunta sul posto una pattuglia del pronto intervento dalla Compagnia di Giarre.

I Carabinieri hanno contattato la signora e dopo aver assunto le informazioni necessarie si sono recati presso l’abitazione dei coniugi dove hanno ammanettato F.V.. Questi, difronte ai militari, ha confessato quanto accaduto, confermando la versione fornita della consorte. Lo stesso è stato quindi accompagnato presso la Stazione Carabinieri di Riposto e tratto in arresto per tentato omicidio. La bottiglia di plastica utilizzata contenente il liquido infiammabile, il pigiama indossato dalla donna e le lenzuola imbevute di benzina sono stati sequestrati. F.V. è stato tradotto presso il carcere di Catania Piazza Lanza, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Scoperta falsa cieca che suonava la chitarra in chiesa

Scoperta falsa cieca che suonava la chitarra in chiesa
Messina - Era solita suonare la chitarra, e anche con una certa abilità, durante le manifestazioni religiose del suo paese, alle quali si recava autonomamente, senza nè bastone bianco, nè cane. Eppure questa 40enne residente a Patti, nel messinese, era stata dichiarata cieca assoluta.
Ora però alla donna, smascherata dai carabinieri, è stato notificato un avviso di garanzia per il reato di truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, emesso dall Procura di Patti. 
La sua invalidità era stata riconosciuta nel 2003, con indennità di accompagnamento, e da allora fino ad oggi, la donna ha percepito in totale dall'Inps oltre 72.000 Euro di pensione. 
Alla falsa invalida sono stati sequestrati beni immobili e disponibilità finanziarie per un importo equivalente, come disposto dal Gip.

Palermo, cortei per il lavoro Occupato Palazzo d'Orleans


n piazza gli operai di Fincantieri, gli ex Gesip, che hanno tentato di entrare alla ragioneria del Comune, e i forestali che chiedono il pagamento degli stipendi arretrati
18/02/2013
PALERMO - GIornata calda per Palermo, che si è trovata ad affrontare in concomitanza la protesta dei lavoratori di Fincantieri, Gesip e Forestali, che hanno manifestato contemporaneamente.

Circa un centinaio di operai del Cantiere navale e dell'indotto hanno partecipato a un sit-in a Palermo. Un gruppo di sindacalisti ha presidiato una sala all'ingresso di palazzo d'Orleans per chiedere una data certa a Crocetta per un incontro. "Ci preoccupa - spiega Nino Clemente, della segreteria della Fim Cisl Palermo-Trapani - l'assenza delle istituzioni regionali nella vertenza che riguarda il futuro del più grande sito industriale palermitano. Bisogna uscire subito dall'impasse e tornare a discutere del rilancio del sito con una adeguata politica che incentivi la cantieristica navale". Secondo i sindacati i carichi di lavoro per il 2013 sarebbero insufficienti a impiegare le maestranze: sarebbero circa 450 mila le ore di lavoro previste per quest'anno; circa 180 operai dello stabilimento Fincantieri su 504 sono in cassa integrazione.

Per protesta, dopo sit-in e cortei per il centro di Palermo, gli operai della Gesip si sono radunati davanti al Municipio e nella cancellata che circonda la fontana della Vergogna hanno 'steso' degli indumenti. Secondo quanto rifericono i sindacati, i lavoratori, che stamattina hanno manifestato anche davanti alla Prefettura, avrebbero avuto un colloquio telefonico con il Prefetto, al quale hanno manifestato di essere contrari alla progetto proposto dal Comune sulla vertenza, proponendo l'ipotesi di applicare ai 1.800 dipendenti della società i contratti di solidarietà. Sempre secondo quanto riferiscono i sindacati, il Prefetto avrebbe invitato i lavoratori alla calma e ad abbassare i toni della protesta, annunciando per domani alle 11 un incontro con i sindacati. Sempre per domani, i sindacati hanno organizzato una manifestazione. Il concentramento è previsto alle 9, in piazza Pretoria, poi il corteo dovrebbe prendere la strada di Palazzo D'Orleans, sede della presidenza della Regione. 

Oltre agli operai della Gesip, e quelli dei Cantieri navali, anche gli operai della forestale sono scesi stamattina in piazza a Palermo. I lavoratori chiedono il pagamento degli stipendi arretrati dei mesi di novembre e dicembre. Circa un centinaio di persone stanno partecipando a un presidio davanti alla sede dell'assessorato regionale al Bilancio. Il sit-in è stato organizzato dai sindacati di Fai, Flai e Uila. Intanto, la protesta dei dipendenti della Gesip si è spostata davanti alla Prefettura, in via Cavour.

Indotto Fincantieri. Incontro il 27 febbraio, stop all’occupazione


I lavoratori dell’indotto dei Cantieri Navali di Palermo saranno ricevuti dal Presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, il prossimo 27 febbraio. La notizia è stata comunicata intorno alle 17,30 ai manifestanti che da circa due ore occupavano la portineria di Palazzo d’Orleans, sede del governo regionale. Ottenuta la certezza dell’appuntamento, i circa 100 manifestanti hanno deciso di togliere i blocchi. la protesta era iniziata stamani con un pacifico sit-in in Piazza indipendenza. Solo dopo pranzo, non ottenendo risposte, i lavoratori avevano forzato l’ingresso ed occupato il piano terra del palazzo governativo.
I lavoratori protestavano per chiedere il rispetto degli accordi firmati nel 2011 e rimasti lettera morta e la convocazione di un tavolo tecnico per affrontare il problema delle commesse.
“Bisogna uscire subito dall’empasse – spiega Nino Clemente componente Segreteria della Fim Cisl Palermo Trapani – della vicenda dei lavori per la ristrutturazione dei bacini di carenaggio al momento bloccati, e tornare a discutere nuovamente del rilancio dei cantieri navali di Palermo con una adeguata politica che incentivi la cantieristica navale”.
“Nel protocollo d’intesa firmato fra Regione, Comune di Palermo e Cantieri Navali di Palermo – dice Ludovico Guercio della Fim Cisl – c’era l’impegno di Fincantieri per portare a Palermo una parte delle commesse che l’azienda vanta in campo nazionale nelle more della ristrutturazione dei bacini di carenaggio da parte della Regione. Le gare per il rinnovo dei bacini sono state espletate ma intanto Fincantieri non ha portato commesse”
Il tavolo tecnico richiesto da Cgil, Cisl e Uil vuole fare pressione su Fincantieri. I lavoratori dell’indotto chiedono alla Regione che pretenda il rispetto dell’accordo e dunque l’arrivo almeno di una parte delle commesse.
“Dopo due anni di attesa gli operai sono preoccupati. Sono scaduti tutti gli ammortizzatori sociali e la situazione è critica. Speriamo – conclude Guercio – che almeno la Regione ci aiuti nella vertenza”

Tentò di abusare di un fedele prete condannato a Marsala


Don Vito Caradonna avrebbe provato a violentare un uomo invitato nella canonica per un caffè. Il sacerdote è sotto processo anche per circonvenzione di incapace

Tentò di abusare di un fedele prete condannato a MarsalaIl Tribunale di Marsala ha condannato a due anni di reclusione, per tentativo di violenza sessuale, un prete di 38 anni, don Vito Caradonna, ex parroco della chiesa di contrada San Leonardo ed ex cappellano del carcere di Marsala. I fatti contestati al religioso risalgono al febbraio 2005. Ad accusare il prete è stato un uomo di 35 anni che nel corso del processo ha ribadito che don Vito lo invitò nella canonica della chiesa di San Leonardo per prendere un caffè e che mentre era "stordito" (l'uomo ha sempre avuto il sospetto che nel caffè sia stato messo del sonnifero) avrebbe tentato di violentarlo. 

Alla vittima che ha accusato il prete, il Tribunale ha riconosciuto un risarcimento danni di 25 mila euro. Don Vito Caradonna - che è stato anno trasferito dal vescovo di Mazara a Santa Ninfa (Trapani) - è attualmentesotto processo anche per circonvenzione di incapace: avrebbe impiegato giocandoli i risparmi di un altro fedele.

Scioperi Live :Fincantieri, incontro con Crocetta il 27 febbraio

Giornata di scioperi a Palermo. I lavoratori Gesip stendono vestiti fuori da Palazzo delle Aquile, mentre i dipendenti di Fincantieri e dell'indotto stanno presidiando la sala all’interno della portineria di Palazzo d'Orleans. I Forestali, invece, presidiano l'assessorato al Bilancio in via Notarbartolo. Il traffico però è ripreso regolarmente.

Ore 17.56 - Il governatore della Sicilia Rosario Crocetta dovrebbe incontrare i sindacati per discutere della vertenza Fincantieri mercoledì 27 febbraio, mentre per l'1 marzo sarebbe stato concordato un incontro con l'amministratore delegato del gruppo, Giuseppe Bono. Lo rendono noto i sindacati, che hanno lasciato gli uffici della presidenza della Regione, dopo averli occupati per qualche ora.

Ore 17:22 - Prosegue la protesta dei lavoratori di Fincantieri alla Regione. Un gruppo di sindacalisti presidia una sala all'ingresso di Palazzo d'Orleans per chiedere una data certa a Crocetta per un incontro. "Ci preoccupa - spiega Nino Clemente, della segreteria della Fim Cisl Palermo-Trapani - l'assenza delle istituzioni regionali nella vertenza che riguarda il futuro del più grande sito industriale palermitano. Bisogna uscire subito dall'impasse e tornare a discutere del rilancio del sito con una adeguata politica che incentivi la cantieristica navale".

Ore 17:14 - “La soluzione della complessa vicenda relativa alla societa’ Gesip - dice Nadia Spallitta, vicepresidente vicario del consiglio comunale di Palermo - rappresenta indubbiamente uno dei principali obiettivi della nuova amministrazione come del resto emerge dall’impegno profuso in questi mesi dal sindaco, per salvaguardare i profili occupazionali in un momenti critico per il Paese, sia per garantire servizi essenziali dei quali la citta’ necessita come quelli relativi alla cura verde, custodia, gestione del canile municipale, pulizia degli immobili comunali e alla gestione dei cimiteri, che altrimenti dovranno essere esternalizzati con possibile aggravio di costi per il Comune”. Lo dice il vice presidente vicario del Consiglio comunale di Palermo, Nadia Spallitta. “Non si puo’ non tenere conto della condizione di difficolta’ in cui versano gli operai e le loro famiglie – prosegue - tuttavia la soluzione della vertenza non puo’ passare attraverso proteste animose che danneggiano alla fine gli stessi lavoratori e sono inutili e improduttive rispetto alla ricerca di risposte possibili”. “Per questo invito gli operai a manifestare in modo pacifico il loro evidente disagio – conclude – e di continuare ad avere fiducia nella volonta’ dell’amministrazione di risolvere il problema. Al riguardo ritengo che anche il Consiglio comunale dimostrera’ ampia disponibilita’ ad adottare tutti i provvedimenti di sua competenza, che il tavolo tecnico (composto da Regione, Comune di Palermo e Stato) dovesse ritenere di sottoporre alla sua attenzione”.

Ore 16: 50 - "Più di una volta abbiamo chiesto un incontro alla Regione – spiega a Livesicilia Nino Clemente, componente della segreteria della Fim Cisl Palermo Trapani e attualmente insieme a dieci altri sindacalisti a Palazzo d’Orleans – ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta dai collaboratori del governatore Crocetta. Pochi giorni fa si è tenuto un incontro in Prefettura, che si è fatta carico di interloquire con Fincantieri e Regione ma anche stavolta non abbiamo ricevuto risposta. Adesso vogliamo una data certa, vogliamo capire l’interesse del presidente della Regione per la più grande azienda palermitana".

Ore 16:42 - “Chiediamo una data certa al Presidente Crocetta per un incontro con le parti sociali e Fincantieri sul futuro della fabbrica - spiega Nino Clemente componente Segreteria della Fim Cisl Palermo Trapani - ci preoccupa l’assenza delle istituzioni regionali, nei confronti del futuro del più grande sito industriale palermitano. Bisogna uscire subito dall’impasse della vicenda dei lavori per la ristrutturazione dei bacini di carenaggio al momenti bloccati, e tornare a discutere nuovamente del rilancio dei cantieri navali di Palermo con una adeguata politica che incentivi la cantieristica navale”.

Ore 16:41 - Sarebbero una decina i sindacalisti all'interno della portineria di Palazzo d'Orleans, che attendono di essere ricevuti dal governatore Rosario Crocetta. Secondo le forze dell'ordine, non sarebbe in atto alcun tentativo di occupazione.

Ore 15:04 - I componenti della segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm, quelli della Rsu del Cantiere navale di Palermo hanno occupato gli uffici della presidenza della Regione. Lo rende noto la Fiom. I sindacalisti annunciano che lasceranno il palazzo solo dopo che il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, avrà convocato un incontro sul rilancio del sito tra governo regionale, organizzazioni dei lavoratori e vertici di Fincantieri.

Ore 15:00 - Per protesta, dopo sit-in e cortei per il centro di Palermo, gli operai della Gesip si sono radunati davanti al Municipio e nella cancellata che circonda la fontana della Vergogna hanno 'steso' degli indumenti. Secondo quanto rifericono i sindacati, i lavoratori, che stamattina hanno manifestato anche davanti alla Prefettura, avrebbero avuto un colloquio telefonico con il Prefetto, al quale hanno manifestato di essere contrari alla progetto proposto dal Comune sulla vertenza, proponendo l'ipotesi di applicare ai 1.800 dipendenti della società i contratti di solidarietà. Sempre secondo quanto riferiscono i sindacati, il Prefetto avrebbe invitato i lavoratori alla calma e ad abbassare i toni della protesta, annunciando per domani alle 11 un incontro con i sindacati. Sempre per domani, i sindacati hanno organizzato una manifestazione. Il concentramento è previsto alle 9, in piazza Pretoria, poi il corteo dovrebbe prendere la strada di Palazzo D'Orleans, sede della presidenza della Regione.

Ore 13:21 - La Polizia municipale assicura la ripresa regolare del traffico: i sit-in non avrebbero provocato altri disagi e non risultano al momento altre iniziative dei lavoratori.

Ore 13:13 - Si è sciolto l'assembramento dei dipendenti Gesip, che si trovavano di fronte la Prefettura in via Cavour. Dopo aver tentato invano di entrare alla Ragineria generale del Comune, i lavoratori si sono diretti in Prefettura. "Volevamo incontrare il Prefetto - dice uno dei lavoratori, Gioacchino Tortorici - ma non c'era. Siamo stati ricevuti dal capo di gabinetto e abbiamo parlato telefonicamente con il Prefetto spiegandogli i motivi della nostra protesta e scusandoci per i disagi creati alla città. Domani alle 11 lo incontreremo di persona, in attesa che convochi un tavolo con Comune e Regione". I lavoratori si ritroveranno domani in piazza, per la manifestazione indetta dai sindacati che partirà alle 9 da piazza Pretoria e si dirigerà a piazza Indipendenza.

Ore 11:30 - Oltre agli operai della Gesip, e quelli dei Cantieri navali, anche gli operai della Forestale sono scesi stamattina in piazza a Palermo. I lavoratori chiedono il pagamento degli stipendi arretrati dei mesi di novembre e dicembre. Circa un centinaio di persone stanno partecipando a un presidio davanti alla sede dell'assessorato regionale al Bilancio. Il sit-in è stato organizzato dai sindacati di Fai, Flai e Uila. Intanto, la protesta dei dipendenti della Gesip si é spostata davanti alla Prefettura, in via Cavour.

PALERMO - Circa un centinaio di operai del Cantiere navale e dell'indotto stanno partecipando a un sit-in a Palermo, davanti Palazzo d'Orleans. I lavoratori chiedono un incontro con il governatore Rosario Crocetta, per discutere del rilancio del sito. L'iniziativa è stata organizzata da Fim, Fiom e Uilm che, per riaccendere i riflettori sulla vertenza, hanno anche deciso di tenere simbolicamente un direttivo unitario in piazza. Secondo i sindacati i carichi di lavoro per il 2013 sarebbero insufficienti a impiegare le maestranze: sarebbero circa 450 mila le ore di lavoro previste per quest'anno; circa 180 operai dello stabilimento Fincantieri su 504 sono in cassa integrazione.

Forestali in piazza per gli stipendi


PALERMO – Mattinata calda per Palermo, che si è trovata ad affrontare in concomitanza la protesta dei lavoratori di Fincantieri, Gesip e Forestali, che hanno manifestato contemporaneamente.Circa un centinaio di operai del Cantiere navale e dell’indotto hanno partecipato a un sit-in a Palermo, davanti Palazzo d’Orleans. I lavoratori chiedono un incontro con il governatore Rosario Crocetta, per discutere del rilancio del sito. L’iniziativa è stata organizzata da Fim, Fiom e Uilm che, per riaccendere i riflettori sulla vertenza, hanno anche deciso di tenere simbolicamente un direttivo unitario in piazza. Secondo i sindacati i carichi di lavoro per il 2013 sarebbero insufficienti a impiegare le maestranze: sarebbero circa 450 mila le ore di lavoro previste per quest’anno; circa 180 operai dello stabilimento Fincantieri su 504 sono in cassa integrazione.
Un centinaio di operai della Gesip hanno scelto di manifestare davanti alla sede della Ragionaria generale del Comune di Palermo, in via Roma. I lavoratori chiedono informazioni sul trasferimento, da parte della Regione, di circa 10 milioni destinati alla società; secondo quanto riferiscono i sindacati i lavoratori avrebbero anche cercato di accedere nel palazzo per occuparlo. La circolazione in via Roma è stata momentaneamente chiusa al traffico per motivi di sicurezza dalla polizia municipale. Per presidiare la zona sono intervenute le forze dell’ordine.
Oltre agli operai della Gesip, e quelli dei Cantieri navali, anche gli operai della forestale sono scesi stamattina in piazza a Palermo. I lavoratori chiedono il pagamento degli stipendi arretrati dei mesi di novembre e dicembre. Circa un centinaio di persone stanno partecipando a un presidio davanti alla sede dell’assessorato regionale al Bilancio. Il sit-in è stato organizzato dai sindacati di Fai, Flai e Uila.

In piazza Gesip, forestali e Fincantieri Traffico in tilt

Giornata di scioperi a Palermo. E' finito quello dei lavoratori Gesip, mentre i dipendenti di Fincantieri e dell'indotto stanno partecipando a un sit-in davantiPalazzo d'Orleans nella speranza di un incontro con il presidente Crocetta. IForestali, invece, presidiano l'assessorato al Bilancio in via Notarbartolo. Il traffico però è ripreso regolarmente.

Ore 13:21 - La Polizia municipale assicura la ripresa regolare del traffico: i sit-in non avrebbero provocato altri disagi e non risultano al momento altre iniziative dei lavoratori.

Ore 13:13 - Si è sciolto l'assembramento dei dipendenti Gesip, che si trovavano di fronte la Prefettura in via Cavour. Dopo aver tentato invano di entrare alla Ragineria generale del Comune, i lavoratori si sono diretti in Prefettura. "Volevamo incontrare il Prefetto - dice uno dei lavoratori, Gioacchino Tortorici - ma non c'era. Siamo stati ricevuti dal capo di gabinetto e abbiamo parlato telefonicamente con il Prefetto spiegandogli i motivi della nostra protesta e scusandoci per i disagi creati alla città. Domani alle 11 lo incontreremo di persona, in attesa che convochi un tavolo con Comune e Regione". I lavoratori si ritroveranno domani in piazza, per la manifestazione indetta dai sindacati che partirà alle 9 da piazza Pretoria e si dirigerà a piazza Indipendenza.

Ore 11:30 - Oltre agli operai della Gesip, e quelli dei Cantieri navali, anche gli operai della Forestale sono scesi stamattina in piazza a Palermo. I lavoratori chiedono il pagamento degli stipendi arretrati dei mesi di novembre e dicembre. Circa un centinaio di persone stanno partecipando a un presidio davanti alla sede dell'assessorato regionale al Bilancio. Il sit-in è stato organizzato dai sindacati di Fai, Flai e Uila. Intanto, la protesta dei dipendenti della Gesip si é spostata davanti alla Prefettura, in via Cavour.

PALERMO - Circa un centinaio di operai del Cantiere navale e dell'indotto stanno partecipando a un sit-in a Palermo, davanti Palazzo d'Orleans. I lavoratori chiedono un incontro con il governatore Rosario Crocetta, per discutere del rilancio del sito. L'iniziativa è stata organizzata da Fim, Fiom e Uilm che, per riaccendere i riflettori sulla vertenza, hanno anche deciso di tenere simbolicamente un direttivo unitario in piazza. Secondo i sindacati i carichi di lavoro per il 2013 sarebbero insufficienti a impiegare le maestranze: sarebbero circa 450 mila le ore di lavoro previste per quest'anno; circa 180 operai dello stabilimento Fincantieri su 504 sono in cassa integrazione.

Canicattì, pensionata 66enne molesta coetaneo: denunciata per stalking

Una pensionata di 66 anni, originaria di Canicattì, è stata denunciata dalla polizia alla Procura di Agrigento per molestie telefoniche. Dalle indagini dei poliziotti è emerso che la donna, da qualche tempo, aveva l’abitudine di tempestare di squilli ‘anonimi’ l’utenza mobile di un coetaneo. L’uomo all’inizio ha ignorato gli episodi ma, quando sono diventati assai frequenti, sia durante il giorno che di notte, si è rivolto ai poliziotti del commissariato di Canicattì che, attraverso i tabulati telefonici, sono risaliti alla donna, denunciandola. L’uomo ha detto di conoscere la pensionata, ma di non averla frequentata.

Analisi a pagamento, la Regione frena l'assessore convoca i laboratori


Analisi a pagamento, la Regione frena l'assessore convoca i laboratoriLucia Borsellino tenta di evitare lo scontro: confronto con le altre Regioni per trovare una soluzione condivisa. Gli analisti minacciano di bloccare le prestazioni in convenzione da giovedì, domani convocazione in assessorato


Dopo lo stop ai tariffari di laboratori di analisi e specialisti imposto dalla Regione, i sindacati di categoria minacciano lo sciopero da giovedì. E così l'assessore Lucia Borsellino getta acqua sul fuoco e propone un confronto con gli operatori del settore e le altre regioni che hanno subito il taglio dovuto all'applicazione del tariffario nazionale, che in Sicilia non era vigente a causa dei ricorsi pendenti al tribunale amministrativo. Dopo la bocciatura di questi ultimi da parte del Cga, alla Regione non è rimasto che chiedere a specialisti e laboratori la restituzione delle somme erogate in più, provocando una levata di scudi e l'annuncio della sospensione delle prestazioni in convenzione.

Ora l'assessorato alla Salute ha previsto per domani una nuova convocazione del tavolo tecnico di confronto aperto a tutte le sigle dei laboratori di analisi "anche per valutare proposte per la remunerazione delle prestazioni e dei servizi nell'ambito degli aggregati di spesa programmati per il 2013 e delle regole contenute nel decreto Balduzzi di approvazione del nuovo tariffario nazionale", spiegano dall'assessorato. "Eventuali funzioni integrative e modalita' di applicazione del nuovo tariffario potranno," assicura l'Assessore Lucia Borsellino, "essere oggetto di confronto con le altre regioni per una piu' ampia condivisione di metodo a livello nazionale".

Officine meccaniche abusive tredici sequestri a Palermo

Officine meccaniche abusive tredici sequestri a Palermo
Tredici officine meccaniche, risultate totalmente abusive, sono state sequestrate dalla Guardia di Finanza di Palermo, guidata dal generale Stefano Screpanti, nell'ambito dell'operazione "Ghost Repairs". I militari del gruppo di Palermo, a seguito delle numerose segnalazioni di cittadini pervenute al 117 del comando provinciale del corpo, hanno sviluppato nelle ultime settimane un vasto piano di contrasto al fenomeno dell'abusivismo commerciale e connessa evasione fiscale nel settore delle officine meccaniche. I finanzieri hanno preliminarmente avviato un'approfondita analisi del fenomeno "che nella città di Palermo è risultato essere ampiamente diffuso", come spiegano le Fiamme gialle, compilando una lista di indiziati di esercizio abusivo dell'attività di officina meccanica, mettendo i sigilli a ben tredici autoriparazioni.

"Considerati gli effetti profondamente dannosi per la libera concorrenza sul mercato in pregiudizio degli operatori autorizzati del settore, ma anche quelli correlati alla sicurezza stradale per i pericoli che oggettivamente possono derivare da prestazioni di riparazione e manutenzione su autovetture rese da officine sprovviste di qualsivoglia certificazione ed autorizzazione - spiegano ancora i finanzieri - le Fiamme gialle hanno quindi sottoposto a controllo i nominativi oggetto della preliminare mappatura, rilevando ben 13 posizioni assolutamente irregolari". 

Questi ultimi, infatti, sono risultati completamente abusivi in quanto, sebbene in attivita', risultavano sprovvisti oltre che, in alcun i casi, della partita Iva, della iscrizione alla Camera di Commercio a salvaguardia della sicurezza degli utenti, subordinata anche al riscontro dei requisiti posti a garanzia della professionalità dell'operatore. 

Nel corso delle attività sono state quindi sottoposte a sequestro tutte le attrezzature in uso alle officine abusive e consistenti in 4 forni da carrozziere, 9 compressori aria, 7 saldatrici a filo continuo, 8 sollevatori elettrici per auto, 2 sollevatori per moto, 6 banconi in ferro con morsa, nonché numerosissime serie di chiavi, pinze, tenaglie e cacciaviti e altra strumentazione di vario genere. 

Contestualmente sono state irrogate le previste sanzioni amministrative che, complessivamente, ammontano da un minimo di 67.139,41 ad un massimo di 201.418,23. Le attività di controllo hanno altresì permesso di constatare come 11 dei 13 destinatari dei controlli fossero anche soggetti completamente sconosciuti al Fisco e quindi evasori totali, non avendo mai presentato le prescritte dichiarazioni fiscali ovvero perché sprovvisti di partita Iva. Nella contestualità degli interventi sono state verbalizzate altre specifiche sanzioni per l'omessa installazione del misuratore fiscale. Le Fiamme Gialle hanno quindi avviato gli accertamenti finalizzati a ricostruire il giro di affari degli esercizi abusivi per determinare i guadagni ottenuti con l'attività irregolare e le imposte sottratte alle casse erariali.

Gesip, si rialza la tensione cortei e traffico paralizzato

Gesip, si rialza la tensione cortei e traffico paralizzato
Nuove proteste dei lavoratori della Gesip e tensioni a Palermo. Gli operai si sono radunati in via Roma, nei pressi del Teatro Biondo, davanti alla sede della Ragioneria generale del Comune è hanno tentato di accedere nei locali, probabilmente per occuparli. Tentativo, spiegano dal comando dei vigili urbani, sventato dalla presenza degli uomini della polizia municipale e dalle altre forze dell'ordine.

Così, i circa trecento dipendenti della società di servizi del Comune, hanno attraversato in corteo la trafficata via Roma, paralizzando il traffico, per raggiungere la prefettura per un ulteriore presidio. 

Nei giorni scorsi il sindaco Leoluca Orlando ha siglato con i sindacati l'accordo sul piano che prevede prepensionamenti, cassa integrazione e il ritorno al lavoro dal 2 maggio. Il primo cittadino ha anche chiesto un "intervento chiaro" da parte della Regione, soprattutto dopo che Palazzo d'Orleans ha escluso la cig in deroga per le società pubbliche, pur annunciando un intervento economico straordinario per la Gesip. 

Proprio per questo, per conoscere l'effettiva destinazione dei circa 10 milioni destinati dalla Regione a favore della Gesip che occupa 1.805 unità, gli operai stamane si sono presentati alla Ragioneria, non ricevendo, però, alcuna risposta. Il clima resta teso, come tesi, sulla questione, restano i rapporti tra Orlando e Rosario Crocetta.

Truffava anziani ragusani fingendo di vendere computer: manette per un 49enne napoletano

L’arresto è stato possibile anche grazie alla collaborazione dei poliziotti di San Carlo Arena di Napoli, zona dove De Vincentiis si era stabilito dopo le truffe compiute a Ragusa nel 2011

CorrierediRagusa.it
Si sarebbe reso responsabile di tre truffe ai danni di altrettanti anziani ragusani con la tecnica della vendita di computer. Con l’operazione «Notebook 2» condotta dalla Squadra mobile di Ragusa è finito in manette il napoletano 49enne Francesco De Vincentiis (nel riquadro della foto della questura di Ragusa).

Direttamente dal capoluogo partenopeo, dove ben radicata è la cosiddetta «arte dell’arrangiarsi», il napoletano era sceso in trasferta nella provincia iblea per truffare le persone in età con la vendita di computer, anche porta a porta.

De Vincentiis si faceva consegnare i soldi dalle ignare vittime, a mo’ di acconto per la successiva consegna del computer, che, ovviamente, non arrivava mai. Il truffatore è stato quindi smascherato a seguito delle denunce sporte dalle persone truffate. L’arresto della Mobile è stato possibile anche grazie alla collaborazione dei colleghi del commissariato di San Carlo Arena di Napoli, zona dove De Vincentiis si era stabilito dopo le truffe compiute a Ragusa nel 2011.
Blogger Template by Clairvo